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Passato Prossimo, aneddoti, vicende e curiosità della storia più contemporanea del territorio di Fiumicino

In questa puntata: “Cancelli Rossi”, “Villaggio Azzurro” e la “Casa gialla”


di Roberto Saoncella
 
FIUMICINO A COLORI Gli ultimi 50 anni come, forse, non li avete mai conosciuti, in questa NUOVA RUBRICA che, ogni settimana, vi farà compagnia in un viaggio tra passato, presente, con uno sguardo rivolto al futuro.
 
Ma intanto cerchiamo di capire l’idea che ci ha spinto a dare vita a questo nuovo appuntamento settimanale. Fiumicino è un Comune molto giovane, essendo nato come entità amministrativa autonoma solo nel 1992, ma che affonda le sue radici in un passato molto più antico. Potremmo dire che l’abitato di Fiumicino, e conseguentemente l’andamento della sua popolazione, abbia seguito (come tutte le città) le vicissitudini storiche, ma soprattutto gli investimenti pubblici.
 
Nel periodo di massimo splendore, ad esempio, l’abitato di Portus arrivò ad ospitare forse 10 mila residenti. Con la decadenza dell’impero, e il crollo dell’attività portuale, il territorio si andò spopolando. Un nuovo grande investimento pubblico avvenne secoli dopo, con la realizzazione del borgo Valadier. Ecco che gli abitanti arrivano ad essere qualche centinaio e si gettano le basi per la nascita dell’agglomerato di Fiumicino.
 
Fu poi un altro grande investimento pubblico, ovvero la nascita dell’aeroporto Leonardo da Vinci, a lanciare una corsa continua alla crescita numerica dei residenti, che ancora oggi non si è arrestata, passando in circa 40 anni da poco meno di 30mila a quasi 84mila residenti.
 
Questa rapida crescita, ci fa immaginare che, probabilmente, molti nuovi concittadini conoscono più o meno bene la storia antica della nostra città, ma non quella recente. Forse, il condizionale è sempre d’obbligo, si dà per scontato che quello che oggi vediamo attorno a noi, così giovane e recente, non abbia anch’esso delle radici. Invece queste esistono, magari sono radici più leggere, meno profonde, e per questo anche più facili ad essere cancellate. Anche queste però contribuiscono a dare un senso a quello che siamo oggi.
 
Toponomastiche di luoghi che non conosciamo o di cui non percepiamo il senso; personaggi più o meno noti di cui sentiamo parlare o leggiamo targhe e memorie; fatti di cronaca; costruzioni insolite, etc.. È questo quello che andremo a cercare di approfondire, o scoprire, con questo APPUNTAMENTO DEL VENERDI. Nessuna pretesa scientifica o storiografica quindi, ma solo la voglia per chi come me, nato e cresciuto in questo territorio, vuole condividere il nostro passato recente di collettività.
 
E allora cominciamo questo piccolo viaggio insieme, con un primo argomento. Il tema potremmo chiamarlo “i colori di Fiumicino”. Diversi posti della nostra città, infatti, hanno nomi legati a dei colori, e di cui forse solo in parte capiamo il senso. Tre sono i luoghi scelti:
 
– Cancelli Rossi
– Villaggio Azzurro
– Casa gialla
 
CANCELLI ROSSI Primo, anche per questione di tempo, i cancelli rossi. Con questo termine si indica quella parte di Fiumicino compresa tra la via Portuense e l’ansa del Tevere . È un nome che ufficialmente non compare in nessuna cartografia ufficiale, ma che con prepotenza si è imposto, tanto che oggi anche diverse attività commerciali presenti ne riportano tale nome.
Sino ai primi anni del 1900, questa zona era quasi totalmente disabitata: tanti canneti, qualche acquitrino e solo 3 abitazioni, come ben rappresentato da questa cartografia di fine Ottocento esposta oggi presso la biblioteca di Villa Guglielmi (VEDI FOTO 1). Le tre costruzioni allora rappresentate (due casali e un’osteria detta “della saccocciona” che sorgeva più o meno all’altezza dell’attuale bar dei Fratelli Tidei), sono tuttora presenti (VEDI FOTO 2 e FOTO 3). Tra la fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni cinquanta, il Governo italiano avvia la progettazione e quindi l’esproprio dei primi terreni, per la realizzazione dell’aeroporto Internazionale di Roma. Molte famiglie che avevano casa e terreni all’interno dell’attuale sedime, sì trasferiscono e in molti acquistano una lotto di terreno dagli allora principi Torlonia. Molti di questi sono proprio lungo la via Portuense poco prima di arrivare a Fiumicino. Cominciano così a spuntare le prime case. In quell’area però, l’allora società pubblica denominata Azienda Autonoma delle Ferrovie dello Stato, aveva ereditato dalla Società per le strade ferrate del Mediterraneo (ultima concessionaria della tratta Fiumicino Ponte Galeria realizzata nel 1878) i terreni circostanti il vecchio tracciato ferroviario. Questo arrivo inaspettato di residenti, mette in allarme i dirigenti FS di allora, che dispongono la recinzione dell’area a nord della via Portuense. Più o meno all’altezza dove oggi sorge Via Fulco Ruffo di Calabria, vengono posti quindi due grandi cancelli che vengono colorati di rosso. I nuovi residenti della zona intanto crescono, e diventa sempre più impellente dare un nome al proprio quartiere. Questi grandi cancelli rossi, visibili da tutti lungo la via Portuense (ancora per poco l’unica strada per andare in direzione Roma), diventeranno il punto di riferimento che darà il nome a tutta l’area. Non si sa bene quando sparirono, inglobati sempre più nel crescente abitato, ma il loro nome è ormai nella storia.
 
VILLAGGIO AZZURRO Altra zona, ci spostiamo a Isola Sacra, e altro nome colorato lo troviamo al Villaggio Azzurro, ovvero quel complesso di palazzine oggi ATER, compreso tra parco Bezzi – la città dei bambini, la chiesa di Santa Paola Frassinetti e le case popolari (VEDI FOTO 4). La loro costruzione risale al 1954. Sedici palazzine da 6 alloggi ciascuno destinate a 96 famiglie di Polizia, Carabinieri, Finanza e Aeronautica  Militare, stanziati presso il nascente aeroporto Leonardo da Vinci. Il suo nome non ha nulla a che vedere con il colore delle abitazioni, visto che all’inizio sembra fossero verdi e grigie. Azzurro è il nome che gli stessi residenti scelsero per questa zona, anche questa un pò isolata e ai margini sud dell’abitato di Fiumicino che intanto stava crescendo tra la darsena e via del Faro. Copiarono forse il nome già dato agli stessi alloggi con funzione simile già realizzati a Pratica di Mare. Il villaggio azzurro rimane ancora oggi un toponimo molto usato, che resta ad indicare quel complesso di case e aree circostanti, dove per anni in uno dei garage venne anche allestita una piccola chiesa.
 
CASA GIALLA Infine un colore del cuore, nel senso del sentimento e non del rosso. Per chi è nato a Fiumicino a cavallo tra gli anni 60 e 70, e ha avuto la sua “comitiva” di amici sul lungomare, non può non ricordarsi la famosa “casa gialla” (oggi non più esistente, VEDI FOTO 5). I ragazzi, che trascorrevano le serate estive seduti sul muretto del lungomare, avevano 3 punti di riferimento: o appartenevi alla comitiva del Pronto soccorso (all’altezza di via Giovanni Magro), o di Amelindo (meglio noto oggi come il ristorante 111) o eri “della casa gialla”. In un lungomare senza chioschi o altri punti di riferimento, questa piccola palazzina in cortina gialla, all’angolo con via Formoso, spiccava ed era di facile individuazione. Il suo abbattimento e ricostruzione ha lasciato, per così dire, orfani di un luogo tanti ragazzi, oggi cinquantenni o quasi (VEDI FOTO 6). La sua memoria come punto di riferimento non sembra stia riuscendo a sopravvivere al tempo, sicuramente superato dai tanti nuovi punti di ritrovo del territorio, o dai locali e chioschi che il lungomare offre oggi. Non siamo neanche riusciti a trovare una foto, se non questa recuperata su Facebook in un gruppo dedicato proprio alla casa gialla, ma in cui è visibile solo parzialmente (VEDI FOTO 7).
 
Ora che abbiamo aperto questa porta e iniziato questo viaggio nella storia recente, se avete foto, commenti, ricordi da condividere, ci farà piacere raccogliere tutte vostre testimonianze usando il canale Facebook di Fiumicino Online. Sono ben accette anche correzioni storiche e precisazioni. Trattandosi proprio di un passato prossimo, possiamo ricostruirlo solo con una memoria collettiva.
 
Didascalie foto
1) cartografia fatta a mano su tela di fine 800 esposta alla biblioteca comunale Giulio Regeni
2) particolare cartografico dell’area attualmente detta dei cancelli Rossi
3) le 3 costruzioni ancora esistenti
4) visione aerea del complesso edilizio del villaggio azzurro
5) cosa sorge oggi al posto della vecchia casa gialla sul lungomare della Salute
6) foto anni 80 di una tipica comitiva del lungomare, questa un particolare aveva come ritrovo proprio la casa gialla (per gentile concessione di P. Calicchio)
7) unica foto parziale ritrovata della casa gialla
 
 
 
 

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