
I consiglieri comunali di opposizione chiedono un cambio di rotta sulle grandi opere. Michela Califano: “Confermate le irregolarità denunciate da tempo”
La sentenza del TAR del Lazio, che ha accolto il ricorso contro la Valutazione di Impatto Ambientale VIA, relativa al progetto del porto turistico-crocieristico di Isola Sacra, riapre il dibattito sul futuro dell’opera e sul modello di sviluppo del territorio di Fiumicino.
I consiglieri comunali di opposizione: “Il sindaco si fermi e cambi approccio”
“La sentenza rappresenta una vittoria dei comitati e di tutti i cittadini che, in questi anni, hanno difeso il territorio”, dichiarano i consiglieri comunali di opposizione.
“Il porto è stato presentato dall’Amministrazione Baccini, fin dal primo Consiglio comunale, come uno degli interventi simbolo del mandato. Oggi quel modello mostra tutta la sua fragilità e impone una profonda riflessione politica. Avevamo evidenziato fin dall’inizio le contraddizioni del progetto e presentato numerose osservazioni agli organi competenti”.
I consiglieri chiedono quindi al sindaco di “fermarsi e riavvolgere il nastro” rispetto alle grandi opere previste sul territorio, compreso il progetto della quarta pista dell’aeroporto Leonardo da Vinci.
“Fiumicino ha bisogno di uno sviluppo realmente sostenibile, capace di tutelare l’ambiente e la qualità della vita. La politica non può limitarsi a rincorrere idee elaborate da altri, ma deve definire la propria agenda ascoltando la comunità, rispettando le regole e mettendosi al servizio dei cittadini”.
Michela Califano: “Il TAR conferma le irregolarità procedurali”
“L’annullamento del Decreto ministeriale n. 676/2025 e della relativa Valutazione di Impatto Ambientale è una notizia positiva”, afferma Michela Califano, consigliera regionale del Partito Democratico del Lazio e segretaria comunale del PD di Fiumicino.
“La mia contrarietà all’opera non è mai stata ideologica. Lo sviluppo economico e turistico deve procedere nel rispetto della legalità e delle caratteristiche del territorio. Il TAR ha confermato quanto denunciavamo da tempo: il progetto non poteva essere considerato un semplice porto turistico, vista la rilevante componente crocieristica, con grandi navi, terminal passeggeri e oltre un milione di turisti previsti ogni anno”.
Secondo Califano, l’opera avrebbe dovuto seguire le procedure previste dalla legge sulla portualità nazionale, con una diversa pianificazione e un ruolo centrale dello Stato. La valutazione avrebbe inoltre sottostimato gli impatti reali del progetto e non avrebbe approfondito adeguatamente il rischio idrogeologico di un’area classificata R3, ad alto rischio di esondazione.
“Ora si proceda con trasparenza e nel pieno rispetto delle regole, ripensando una nuova progettualità per il porto turistico per il quale era stata originariamente rilasciata la concessione. Quell’area merita sviluppo e riqualificazione dopo troppi anni di abbandono e degrado“.
Califano conclude ringraziando “le associazioni, i comitati e tutti i soggetti che hanno promosso e sostenuto il ricorso al TAR”.






