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Parco di Aranova chiuso alle 20, Severini replica alle polemiche: “Una scelta richiesta dai residenti”

Il presidente del Consiglio comunale chiarisce il provvedimento e rivendica l’impegno diretto nella gestione del parco

 

 

La chiusura alle ore 20 del parco pubblico di Aranova non sarebbe il risultato di una decisione arbitraria, ma la risposta a una richiesta avanzata dai residenti della zona. A chiarirlo è Roberto Severini, presidente del Consiglio comunale della Città di Fiumicino, intervenuto dopo le critiche sollevate dall’opposizione.

 

Secondo quanto spiegato da Severini, il provvedimento nasce dall’esigenza manifestata dai cittadini di limitare schiamazzi notturni e bivacchi, oltre che di proteggere il parco da atti vandalici e danneggiamenti.

 

“La decisione non è frutto del capriccio di qualcuno, ma segue un iter trasparente”, afferma il presidente del Consiglio comunale. La chiusura dell’area sarebbe stata regolarmente predisposta e autorizzata dal dirigente comunale competente, mentre l’installazione dei cartelli informativi sarebbe stata effettuata dalla Polizia Locale.

 

Severini risponde inoltre alle contestazioni riguardanti la gestione materiale degli accessi al parco, confermando di occuparsi personalmente, insieme alla consigliera comunale De Pascali, dell’apertura mattutina e della chiusura serale.

 

“Lo ‘scoop’ dell’opposizione – sottolinea – è che siamo io e la consigliera De Pascali ad aprire il parco la mattina e a chiuderlo alle 20. Spesso, inoltre, usciamo la sera per controllare che nessuno abbia scavalcato la recinzione”.

 

Un’attività che Severini respinge possa essere considerata un “privilegio”, dichiarandosi disponibile a condividerla con gli esponenti della minoranza o, eventualmente, ad affidarla interamente a loro.

 

Il presidente del Consiglio comunale accusa quindi l’opposizione di assumere posizioni contraddittorie: “Un giorno ci accusano di disinteressarci delle nostre località e il giorno dopo ci criticano quando ci mettiamo concretamente a disposizione”.

 

Per Severini, l’impegno diretto degli amministratori rappresenta invece una forma di senso civico, particolarmente importante nella gestione quotidiana di un territorio comunale.

 

“Non siamo in Parlamento – aggiunge – ma in un Comune dove tutti devono fare la propria parte per far funzionare le cose, anche a costo di aprire e chiudere i parchi quando ce n’è bisogno”.

 

Severini ricorda infine il proprio impegno sul territorio, portato avanti da circa vent’anni: prima come presidente di un’associazione civica, successivamente come consigliere di opposizione e oggi come presidente del Consiglio comunale.

 

“Prima di tutto siamo cittadini. Non c’è nulla di peccaminoso nello sporcarsi un pò le mani, se serve a risolvere un problema”, conclude

 

 

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