
La presidente della Commissione Scuola risponde a Bonanni e Di Genesio Pagliuca: “Le graduatorie di merito restano il primo riferimento, l’elenco serve solo per garantire le supplenze. Sulla tutela dei lavoratori parlano i fatti e le stabilizzazioni avviate”
“Leggere il comunicato dei consiglieri Bonanni e Di Genesio Pagliuca lascia sinceramente perplessi. Ancora una volta si sceglie di creare allarmismo e confusione su un tema delicato come quello del lavoro e dei servizi educativi, raccontando una realtà che non corrisponde ai fatti” lo dichiara Federica Cerulli, Consigliera comunale e Presidente della Commissione Scuola.
“L’avviso relativo all’elenco MAD per gli educatori dei nidi comunali per l’anno educativo 2026/2027 non è un concorso pubblico e non sostituisce alcuna graduatoria di merito – spiega – Si tratta, come avviene in tutti i Comuni d’Italia, di uno strumento previsto per garantire la copertura tempestiva delle supplenze brevi e lunghe, indispensabile per assicurare ogni giorno l’apertura dei servizi educativi e la continuità nei confronti delle famiglie”.
“Parlare di ‘merito calpestato’ significa confondere volutamente due strumenti completamente diversi – sottolinea Cerulli – Le graduatorie di merito esistono già, sono state prorogate fino al 2028 e rappresentano il primo riferimento dell’Amministrazione per le assunzioni. L’elenco MAD viene utilizzato esclusivamente quando tali graduatorie risultano esaurite. Nessuno viene quindi scavalcato e nessun percorso di formazione viene mortificato”.
“Allo stesso modo – aggiunge – è fuorviante sostenere che questo sistema non garantisca la qualità del servizio. L’avviso richiede il possesso di tutti i titoli previsti dalla normativa vigente, compresa la laurea richiesta per svolgere la professione di educatore nei nidi. La qualità si tutela attraverso il rispetto dei requisiti di legge e l’efficienza del servizio, non trasformando uno strumento emergenziale in un concorso pubblico”.
“Anche sul tema della trasparenza occorre essere chiari – incalza la Consigliera comunale e Presidente della Commissione Scuola – Il criterio dell’ordine di protocollo rappresenta il metodo più oggettivo e imparziale possibile: elimina qualsiasi discrezionalità e garantisce parità di trattamento a tutti coloro che presentano regolarmente la domanda”.
“Dispiace constatare che, ancora una volta, si preferisca utilizzare il tema del lavoro degli educatori come terreno di scontro politico, alimentando dubbi e preoccupazioni tra i lavoratori e le loro famiglie. Questo non significa tutelare il personale né migliorare i servizi: significa soltanto fare polemica” ribadisce Cerulli.
“È bene ricordare, inoltre – prosegue – che questa Amministrazione non si limita alle parole, ma sta portando avanti un percorso concreto di valorizzazione del personale educativo, avviando le stabilizzazioni delle insegnanti, un risultato atteso da anni e che nessuna amministrazione precedente era riuscita a realizzare. Questo dimostra con i fatti la volontà di investire sulle persone, sulla continuità educativa e sulla qualità del servizio offerto ai bambini e alle famiglie“.
“La politica è una cosa seria. Il confronto è sempre legittimo, ma deve partire dalla verità dei fatti e dal rispetto delle persone. Chi oggi parla di tutela dei lavoratori dovrebbe riconoscere il lavoro concreto che questa Amministrazione sta svolgendo, anziché alimentare polemiche su strumenti amministrativi indispensabili per garantire il regolare funzionamento dei nostri nidi” conclude Federica Cerulli






