
Il consigliere critica metodo e finalità: “Serve una memoria condivisa che includa tutte le vittime degli anni di piombo”
“L’intitolazione di un parco di Isola Sacra alla memoria di Sergio Ramelli, con tanto di cerimonia ufficiale e presenza del primo cittadino, mi è sembrata decisamente poco democratica ed equa sia per le modalità di organizzazione, che per gli obiettivi sbandierati dai promotori” afferma il consigliere comunale Paolo Calicchio.
“Le ragioni del mio dissenso derivano – spiega – dal fatto che ritengo che, dopo oltre cinquant’anni dagli anni di piombo, periodo storico di terrore ed odio politico conclamato, sia necessario il superamento del concetto di nemico in politica, sostituendolo con il giusto termine di avversario“.
“Quindi – prosegue – è legittimo ricordare un ragazzo come Sergio Ramelli, brutalmente ucciso a Milano, purchè tale intitolazione sia congiuntamente dedicata anche ad altre vittime dello stesso periodo di estremizzazione della politica, come Walter Rossi o Roberto Scialabba“.
“Questo sarebbe un atto veramente democratico e di civiltà di un’amministrazione che ad oggi – sostiene Calicchio – invece, dimostra quanto lo sbandierare ai quattro venti termini come uguaglianza o pacificazione, o democrazia, non ha portato altro che un tributo, frutto di promesse di campagna elettorale, alle frange estreme della destra di Baccini, che si limitano a mettere bandierine di revisionismo storico fine a sé stesso. Un atto che poi non è stato discusso in consiglio comunale, bensì solo approvato dalla giunta, a dimostrazione che il confronto, in questa amministrazione è totalmente assente”.
“Alla luce di tali evidenze – ribadisce – sarà mio impegno quello di presentare una mozione affinché il giardino sia intitolato, congiuntamente con Ramelli, alla memoria di Walter Rossi, oppure un altro luogo dedicato a tutte le vittime della politica estremista degli anni di piombo, con i nomi di tutti, rossi e neri, quale esempio di una Fiumicino veramente democratica”.
“L’unica cosa che mi sento di dire è che nel terzo millennio le differenze tra rossi, neri, fascisti o comunisti, post-comunisti o neo nazisti dovrebbero solamente essere messe al bando in nome di un progressismo generalizzato. E, invece, siamo ancora a ripetere gli stessi errori, non guardando al futuro ma continuando a contrapporci su questioni, legittime o illegittime, del passato o del presente. Tutto questo mentre la città langue, Fiumicino sembra ormai Kabul, buche infinite, traffico e bande di ragazzi che compiono atti vandalici, incendi ‘spontanei’ di attività, servizi inesistenti, soprattutto per il trasporto pubblico, e una generalizzata arroganza ed ignoranza, che mi porta ad essere profondamente disgustato. Spero, sinceramente, guardando al futuro dei nostri figli e nipoti, che un giorno le cose possano cambiare, e la parola democrazia torni ad essere apicale nella società” conclude il consigliere Paolo Calicchio






