
Dopo l’operazione della Guardia di Finanza, l’opposizione denuncia: “Sistema diffuso di precarietà, serve un cambio di paradigma nello sviluppo dello scalo”
Un sistema diffuso di lavoro irregolare nel cuore del comparto logistico dell’aeroporto di Fiumicino. È quanto emerso dall’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Roma, che ha portato alla luce oltre 600 lavoratori coinvolti e un’evasione contributiva superiore ai 4 milioni di euro. Un quadro grave, che evidenzia criticità strutturali nell’organizzazione del lavoro e riaccende il dibattito sulle reali priorità per lo sviluppo dello scalo.
Alla luce di quanto emerso, i consiglieri di opposizione del Comune di Fiumicino, del Partito Democratico, Sinistra Italiana e Lista Civica Ezio, intervengono con una presa di posizione netta.
“Alla luce dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Roma, che ha fatto emergere un sistema diffuso di lavoro irregolare che ha visto coinvolti, a loro malgrado, oltre 600 lavoratori e un’evasione contributiva superiore ai 4 milioni di euro nel settore della logistica e distribuzione, emerge con forza una realtà che non può più essere ignorata. È evidente che il problema principale dell’Aeroporto di Fiumicino non è la mancanza di infrastrutture, ma la qualità e la tutela del lavoro” lo affermano i consiglieri di opposizione di Fiumicino, del Partito Democratico, Sinistra Italiana e Lista Civica Ezio.
“Questo episodio – aggiungono – rappresenta solo la punta dell’iceberg di un sistema che, da anni, mostra criticità profonde. All’interno del comparto aeroportuale, in particolare nei servizi di handling, si registra un utilizzo massiccio di contratti precari, sia part-time che a tempo determinato, spesso impiegati, nella realtà, come full-time, con turni gravosi e condizioni instabili. Una rotazione continua di lavoratori che compromette diritti, sicurezza e prospettive occupazionali”.
“A questo si aggiunge – proseguono i consiglieri dell’opposizione – un fenomeno ormai consolidato e altrettanto preoccupante: da anni assistiamo a lavoratori messi in cassa integrazione o licenziati, per poi essere successivamente riassunti o ricollocati con mansioni e livelli contrattuali inferiori rispetto a quelli maturati nel corso della loro carriera. Un meccanismo che impoverisce le competenze, svaluta l’esperienza professionale e contribuisce a creare un sistema occupazionale sempre più fragile e ricattabile”.
“Di fronte a questo scenario, sorgono interrogativi inevitabili su chi realmente tuteli i lavoratori – rimarcano – sul ruolo di Aeroporti di Roma, quale società di gestione addetta al controllo di tali discutibili dinamiche e, soprattutto, sul tipo di sviluppo che si intende promuovere con la paventata realizzazione della quarta pista. I dati internazionali dimostrano chiaramente che l’attuale assetto infrastrutturale di Fiumicino non rappresenta un limite allo sviluppo. Grandi hub europei e mondiali riescono a gestire un traffico superiore con un numero inferiore di piste. Questo rende evidente come l’eventuale ampliamento non sia una priorità né una necessità nel breve periodo”.
“Al contrario, la vera emergenza è rappresentata dalla qualità dell’occupazione – incalzano – Non si può parlare di crescita e sviluppo senza garantire condizioni di lavoro dignitose, stabili e rispettose dei diritti. Ogni progetto di espansione che non affronti questo nodo rischia di amplificare le criticità già esistenti. Le necessità impellenti riguardano, a differenza, una garanzia sul controllo delle normative a tutela dei lavori, l’applicazione dei contratti collettivi incentivando un modello occupazionale stabile e qualificato”.
“Tutto ciò può essere possibile investendo sull’innovazione e sulla sostenibilità dell’attuale sedime aeroportuale. Siamo, ovviamente, soddisfatti per gli ottimi risultati raggiunti dal Leonardo Da Vinci, premiato come uno dei migliori scali mondiali, con i migliori servizi forniti ai passeggeri, ma è arrivato il momento dove chi è parte integrante di tali successi abbia garantite le opportune tutele, con un contratto nazionale del lavoro degno del ruolo e delle funzioni affidate. Il futuro di Fiumicino non può essere costruito sulla precarietà. Serve un cambio di paradigma: mettere al centro il lavoro, la sua qualità e la dignità delle persone. Solo così sarà possibile parlare davvero di sviluppo” concludono i consiglieri dell’opposizione






