
A confronto le posizioni del sindaco di Fiumicino Mario Baccini e del leader dell’opposizione Ezio Di Genesio Pagliuca
di Fernanda De Nitto
La prossima domenica 22 marzo, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, e lunedì 23 marzo dalle ore 7.00 alle ore 15.00, i cittadini sono chiamati a esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.
In queste due date gli aventi diritto al voto potranno esprimere il loro parere, negativo o positivo, sulla riforma costituzionale approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025. Per il referendum non è previsto un quorum, in quanto la validità del voto non dipende dalla percentuale di affluenza, ma esclusivamente dal numero di voti favorevoli o contrari espressi dagli elettori.
Al cittadino, con un “SI” o un “NO”, viene chiesto di confermare o respingere una legge costituzionale già approvata dal Parlamento che interviene sull’ordinamento giudiziario e, in particolare, sulla struttura della magistratura ordinaria. In base al testo approvato dal Parlamento, giudici e pubblici ministeri continuano a far parte di un ordine autonomo e indipendente ma non condividono più gli stessi organi di autogoverno, istituendo due separati Consigli Superiori distinti, competenti esclusivamente per la carriera giudicante e requirente. Accanto ad essi è prevista l’istituzione di una Corte disciplinare, chiamata ad esercitare la giurisdizione nei confronti di tutti i magistrati.
Il voto referendario, quindi, non riguarda una singola misura isolata ma un complesso di norme che ridefiniscono l’organizzazione interna della magistratura, lasciando invariati i principi di autonomia e di indipendenza, ma intervenendo sulle modalità con cui questi principi vengono attuati.
Per approfondire i temi della riforma abbiamo chiesto al Sindaco, Mario Baccini, che con la sua maggioranza sostiene il “SI” e al leader dell’opposizione di Fiumicino, Ezio Di Genesio Pagliuca, del fronte del “NO”, le motivazioni delle loro posizioni.
“ll voto referendario di domenica e lunedì prossimi costituiscono un fatto di civiltà estremamente importante per tutti i cittadini – dichiara il Sindaco Mario Baccini – La riforma proposta dal Parlamento sarà fondamentale nel processo di distinzione tra la pubblica accusa e la terzietà, al fine di garantire a tutti il diritto essenziale della presunzione di innocenza”.
“Nella nostra Nazione – aggiunge – sostenere una riforma della giustizia di tale portata può darci una democrazia ad alta intensità, in contrasto ad un sistema giudiziario ad oggi piuttosto lacunoso e complesso. La separazione delle carriere tra il Pubblico Ministero, che ha il compito di indagare, e il giudice, a cui spetta il ruolo giudicante, è essenziale per garantire una seria e concreta tutela di tutti i cittadini, i quali molto spesso, sino ad oggi, sono stati vittime di un sistema accusatorio talvolta ingiusto e manchevole sotto diversi aspetti”.
“Con la partecipazione al referendum, esprimendo il proprio si alla riforma, si avrà l’importante occasione di migliorare positivamente l’ordinamento giudiziario, attraverso un concreto e strutturato sistema che garantirà obiettività e, soprattutto giustizia, mediante un equo processo e un Consiglio Superiore della Magistratura in grado di svolgere concretamente il proprio ruolo. Nella stessa riforma non si mette in discussione l’indipendenza della magistratura, mentre se ne rafforza la credibilità.
Attraverso il voto si potrà, infatti, ridare al paese la stabilità di cui necessita con la concretezza dei ruoli chiave nella magistratura, per una giustizia giusta, dove veramente chi sbaglia deve pagare ma dopo un processo equo e soprattutto legittimo” conclude il Sindaco Mario Baccini.
“Invitiamo la popolazione di Fiumicino a votare no, riflettendo sul fatto che questa riforma, spacciata come semplificativa della giustizia, moltiplicherà solamente le procedure, incrementando burocrazia e conflitti interni, andando a incidere significativamente anche sulle tempistiche” è quanto afferma il leader dell’opposizione di Fiumicino, Ezio Di Genesio Pagliuca.
“E’, infatti, evidente che, ad oggi – prosegue – le problematiche della giustizia non dipendono dalla separazione delle cariche, bensì da processi con tempi interminabili, gestiti da personale carente, con strumenti informatici preistorici. Tale riforma non affronta e non risolve questi tangibili problemi con i quali i cittadini hanno, purtroppo, quotidianamente a che fare”.
“La riforma proposta attraverso il referendum indebolisce chiaramente la democrazia – sottolinea il leader dell’opposizione – in quanto mette in crisi la separazione dei poteri. Avere due camere separate tra giudici e pubblici ministeri, non garantisce una maggiore autonomia creando, invece, delle ulteriori entità isolate e ancora più esposte alle pressioni interne, soprattutto politiche. Non è separando le due figure della magistratura che migliora l’efficienza della giustizia”.
“Bisogna poi tenere in considerazione che la creazione di due CSM separati e di una Corte Disciplinare comporterà degli ulteriori costi per lo Stato e di conseguenza per gli stessi cittadini. E’ chiaro che l’unico obiettivo del Governo sia quello di intaccare il ruolo della magistratura dall’interno, cercando di riportarla sotto la totale influenza politica. Non è una riforma che garantisce nelle istituzioni i principi di rispetto, lealtà, legalità e responsabilità, che ormai rischiano di divenire, a tutti i livelli amministrativi, quasi dei termini desueti e privi di fondamenta” conclude Ezio Di Genesio Pagliuca






