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Province e Regioni

Diciamo stop agli sprechi che fanno Provincia e Regione

Se si sopprimessero le Provincie saremmo felicissimi ma se cancellassimo le Regioni lo saremmo ancora di più. Diciamo la verità, sono due enti pubblici locali che spendono tantissimo e diciamolo pure sono le case della cuccagna. Qualche settimana fa il TAR del Lazio ha condannato la Regione perchè i suoi consiglieri vanno a zonzo con le macchine blu le cui spese vengono pagate da tutti i contribuenti. Ma la Regione si è ripresa subito dallo shock e così a fine dicembre aumenterà il bollo auto del 10 per cento a tutti gli automobilisti del Lazio.
Hanno inventato i rimborsi sui carburanti quando, per dare l’esempio di non inquinare, dovrebbero muoversi con i mezzi pubblici!
Non parliamo di lavori di manutenzione e affini da fare per l’edificio della Pisana e che per il 2012 si spenderanno circa 10 milioni tanto che un parlamentare ha descritto la Pisana come la fabbrica di S.Pietro. Questi li chiamano tagli. Se pensiamo alle spese che presidenti, consiglieri, presidenti di commissioni, vicepresidenti potremmo comprare case a coloro che non ne hanno. Questa si che sarebbe un atto vero e sincero della spesa sociale.
Non parliamo poi degli stipendi che sono tutti a quattro zeri a partire dal presidente e per le commissioni di questo o quel progetto.
Consideriamo quindi un sistema di organizzazione e coordinamento sia provinciale che regionale, che abbiano strutture tecnologiche le quali potrebbero, volendolo, come un colpo di scure, semplificare l’intero sistema rendendolo efficiente, molto più snello e naturalmente più a buon mercato.
Nelle regioni e nelle provincie, lavorano politici e i loro ausiliari. Individui che sponsorizzati dai partiti di appartenenza, si dividono le città e i territori, sono egemoni su tutto il sistema sociale della gente e condizionano la vita delle persone.
Sono datori di lavoro e di disoccupazione, coalizzati e complici delle loro teorie che se mi consentite a volte fuori da ogni logica. Non sono certamente mai pronte per un democratico confronto con la popolazione, anzi fabulano e approvano a volte a nostra insaputa.
Quindi se veramente si vuole risparmiare e come ha detto qualche vecchio garibaldino salvare l’Italia o morire rivediamo questi assetti di potere e di sperperi ai quali io ci aggiungerei il taglio al finanziamento pubblico ai partiti e non moriremo!
 
Lettera inviata da: Alfonso Perrella (Op. Ind.)
 
 
 
 

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