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L’Assohotel-Confesercenti minaccia il ricorso al Tar contro l’aumento della tassa di soggiorno a Fiumicino

 Il nuovo “listino” entrerà in vigore dal prossimo 9 marzo

di Umberto Serenelli

L’Assohotel-Confesercenti di Fiumicino alza la voce contro l’aumento della tassa di soggiorno. Gli operatori ritengono “illegittima” l’imposta che entrerà in vigore il prossimo 9 marzo. “Non rispetta i criteri di proporzionalità e soprattutto non è stata concordata con la categoria – precisa Quirino Secci, presidente dell’Assohotel-Confesercenti di Fiumicino –. Tale tassa è iniqua e penalizzante. Se il Comune non sospenderà la delibera faremo ricorso al Tar in quanto riteniamo che non siano stati rispettati i criteri di legge: gli aumenti dovrebbero essere inseriti in modo graduale. Questo tributo colloca Fiumicino tra i cinque comuni italiani, con meno di 100mila abitanti, che applicherà la tariffa più alta”.

Fiumicino si ritrova dunque catapultato nella lista dei “comuni top”, in base alla ricerca di Assohotel, e quindi nella speciale classifica con Taormina, Positano, Santa Margherita Ligure e Lavagna. La categoria pretende il ripristino dell’imposta con le stesse cifre del 2024 (4 euro per hotel cinque stelle, 3 per quelli con quattro e tre stelle e 1,80 per due e una) visto che ha assistito impotente al doppio balzello con circa 1 euro di aumento per il 2025 più la maggiorazione di 2 euro per il trascorso Giubileo. Il costo legato all’anno giubilare si è annullato e gli albergatori erano convinti di chiedere ai clienti cifre inferiori ma sono stati spiazzati dal provvedimento dell’amministrazione preso lo scorso dicembre. Con una delibera sulla “modifica al regolamento dell’imposta di soggiorno” viene infatti predisposto un incremento tra lo 0,90 e 1 euro, a seconda della tipologia della struttura, fatta eccezione per quelle a 5 stelle.

“Gli hotel con quattro e tre stelle dovranno chiedere 4,90 a persona, mentre quelli a due e una stella 4 euro così come i residence, le case e gli appartamenti vacanze – conclude Secci –. Questi sostanziali ritocchi avranno ripercussioni negative sulle presenze turistiche a Fiumicino”. La revisione delle tariffe non rispecchia un accurato piano di accoglienza e per tale motivo la categoria chiede iniziative di richiamo sulle orme della Capitale. A Fiumicino non c’è una precisa mappa di quanti siano le attività commerciali e soprattutto i B&B. “Per tale motivo l’amministrazione dovrebbe predisporre un censimento delle strutture extra-ricettive sul territorio visto che attualmente non si conosce il numero preciso di tali attività”, sostiene Rossella De La Ville, titolare dell’hotel De La Ville Relais di via Porto Romano. “Mi piacerebbe incontrare gli amministratori per capire come intendono utilizzare l’imposta con cui richiamare il turismo nella nostra città – precisa Adriano Da Gai, titolare dell’Hotel Academy –. Al momento non ci risultano proposte tali da spingere il turista a venirci a trovare”.

Intanto, l’Assohotel torna a suggerire al Comune l’apertura di un Infopoint in aeroporto e l’istituzione di una navetta che dallo scalo consenta di raggiungere gli alberghi e magari visitare il porto di Claudio e Traiano, il Museo delle navi o la Necropoli. Alcuni propongono l’installazione di cartelloni lungo le principali arterie e un “benvenuti” a caratteri cubitali. Tra gli operatori iscritti all’Assohotel c’è chi chiede a grande voce maggiori controlli nei confronti di quanti esercitano attività di accoglienza.

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