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Il PNRR cancella le graduatorie della scuola

Decine di aspiranti insegnanti sul nostro territorio e migliaia in tutta Italia stanno cercando di difendere un diritto acquisito nel 2020


di Roberto Saoncella
 
Vincere un concorso per diventare insegnante, sperare che prima o poi la graduatoria scorra e arrivi il tanto sospirato posto pubblico e poi scoprire che probabilmente un nuovo concorso PNRR potrebbe rompere tutti questi sogni. È quanto sta più o meno accadendo a migliaia di giovani in tutta Italia che erano idonei al concorso per la scuola bandito nel 2020.
 
Sono migliaia in tutto il Paese e non sappiamo quanti di questi siano residenti sul nostro territorio, forse alcune decine di persone, ma sicuramente ce ne sono. È il caso di Roberta Tassetti, residente ad Ostia: “abbiamo superato con tanta fatica un concorso nel 2020 – ha dichiarato – e entrando come idonei in graduatoria abbiamo acquisito un diritto che ora ci vuole essere portato via“.
 
Tutto sembra essere iniziato con l’avvento del PNRR che, tra gli obiettivi, ha fissato l’assunzione di 70 mila nuovi insegnanti. È stato così bandito proprio in questi giorni un nuovo concorso per la scuola, che (stando a quanto letto nei dispositivi di legge), dovrebbe “scavalcare” le graduatorie esistenti.

“Abbiamo finito il concorso 2020 il 14 marzo 2024 – spiega Tassetti – Io mi sono trovata a fare l’ultima prova dell’ordinario il 13 marzo 2024 è una settimana dopo quella nuova del pnrr, nonostante abbia superato il primo”.
 
Nei giorni scorsi i portavoce del Movimento nazionale spontaneo “Idonei 2020 per il ruolo, gli invisibili”, Michele Mostardini e Alessandra Torrioni, hanno incontrato parlamentari, consiglieri regionali e anche l’ex Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini. A tutti la richiesta è stata sempre la stessa, fare in modo che le graduatorie di merito del 2020 non vadano perse.
 
“Intanto però per molti di noi – ha concluso Roberta Tassetti – non resta altro da fare che rimettersi a studiare e provare a rifare anche questo concorso”.
 
Insomma da un lato si cerca di correre ai ripari, dall’altro però la battaglia continua, con l’obiettivo soprattutto di far conoscere a quante più persone possibili quale sia il problema. Per chi volesse può anche firmare on line la petizione a sostegno della causa.
 
 
 

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