
Le misure cautelari sono state eseguite dalla Polizia di Stato al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia
Due fratelli gemelli trentenni sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito delle indagini su un “pestaggio” avvenuto a Piazzale Molinari (ex piazzale Mediterraneo), a Fiumicino. Il reato contestato ai due presunti autori è quello di tentato omicidio.
Come si legge in un comunicato stampa diffuso dalla Questura di Roma: “Fiumicino. Eseguite dalla Polizia di Stato, al termine di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, due custodie cautelari in carcere per “tentato omicidio” .
Si è conclusa questa mattina, con l’esecuzione di due custodie cautelari in carcere, l’indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, per il pestaggio avvenuto a metà del mese scorso nella cittadina aeroportuale. Tentato omicidio è il reato contestato a due gemelli trentenni dal Giudice per le Indagini Preliminari.
Stando alla ricostruzione degli inquirenti – prosegue la nota – quello che avrebbe dovuto rappresentare un incontro chiarificatore tra due giovani, organizzato all’indomani di un litigio si è invece trasformato in un agguato, culminato con il pestaggio di un diciannovenne e dell’amico intervenuto in suo soccorso.
L’origine della vicenda risalirebbe alla notte tra il 13 e 14 giugno quando uno degli odierni indagati, in evidente stato di alterazione alcolica, avrebbe rivolto pesanti apprezzamenti a sfondo sessuale nei confronti della fidanzata del giovane. La reazione del diciannovenne avrebbe innescato una prima colluttazione, durante la quale l’uomo lo avrebbe colpito con diversi pugni al volto. La vittima sarebbe riuscita a reagire, colpendolo a sua volta, circostanza che avrebbe ulteriormente alimentato la tensione.
Subito dopo, l’uomo avrebbe rivolto gravi minacce nei confronti del giovane, prospettando una ritorsione per il giorno successivo. Nella stessa circostanza avrebbe anche tentato di investire con la propria autovettura la vittima e il suo gruppo di amici.
Il giorno seguente, secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo si sarebbe attivato per risalire all’identità del diciannovenne, arrivando anche a contattarlo attraverso una richiesta di amicizia sul suo profilo social. Tramite un conoscente comune, è stato quindi prestabilito un incontro con l’apparente intento di chiarire quanto accaduto.
L’incontro era stato fissato nei pressi dello stesso locale della sera precedente ma, con un escamotage, il giovane è stato inviato da solo nel vicino Piazzale, dove ad attenderlo c’era ‘la controparte’. L’aggressore ha subito lanciato della sabbia indirizzandola al volto del giovane, il quale, avendo compreso che gli era stato teso un agguato, ha cercato invano di fuggire.
È stato quindi raggiunto non solo dall’addetto alla sicurezza, ma anche dal fratello gemello, che nel frattempo si era materializzato sul posto. I due, armati anche di una spranga, avrebbero colpito ripetutamente la vittima, continuando a infierire anche quando il giovane era ormai a terra, immobilizzato con una presa al collo.
Nell’azione sarebbe rimasto ferito anche l’amico della vittima, intervenuto nel tentativo di prestargli soccorso. L’aggressione si sarebbe conclusa soltanto grazie all’intervento del ‘mediatore’, il quale sarebbe riuscito a bloccare i due fratelli e a sottrarre loro la spranga utilizzata nel pestaggio.
Alla luce delle risultanze investigative, corroborate anche da una serie di testimonianze e accertamenti tecnici, la Procura della Repubblica di Civitavecchia ha richiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari l’emissione di due misure cautelari, eseguite dagli agenti del Commissariato di Fiumicino.
Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna”, conclude il comunicato stampa diffuso dalla Questura di Roma.






