
La battitura manuale del grano cattura l’attenzione dei visitatori
di Umberto Serenelli
Ultimo giorno della “Festa della Trebbiatura” che ogni anno riporta indietro nel tempo i contadini di Isola Sacra. Organizzata dall’associazione Agro Isola Sacra, la XIII edizione è stata caratterizzata dalla notevole partecipazione non solo di quelli che sono oggi i figli e i nipoti dei primi bonificatori che hanno reso coltivabile il paludoso quadrante agricolo isolano.
Come al solito, le attenzioni di quanti fanno visita allo stand in largo dei Bonificatori vengono catturare della trebbiatrice d’epoca dove finiscono le spighe mietute, qualche settimana fa, nel podere della famiglia Canapini in via Redipuglia.
I volontari dell’Agro hanno proposto anche l’operazione manuale della separazione del grano dalle spighe (nella foto) con il chiaro obiettivo di mostrare quanto fosse duro il lavoro nei campi perché i covoni, tagliati con la falce, venivano portati dai campi nell’ara antistante i casolari e lasciati al sole su un telo di iuta.
Con due bastoni, collegati a una “correggia” di circa 50 centimetri, una sorta di striscia di cuoio, colpivano con violenza le spighe per favorire la fuoriuscita dei chicchi. Nel borgo dei bonificatori esposte vecchie attrezzature utilizzate nel lavoro dei campi e trattori d’epoca.
Non è mancato l’angolo culturale con le visite guidate alla casa-museo “A. Borsoi”, dove proiettati video e fotografie storiche d’altri tempi con la mostra fotografica. Non è mancato neppure l’angolo della gastronomia con un mega-stand dove attrezzata un’area barbecue con molte prelibatezze.
Da cornice gli stand del mercatino artigianale dove esposti prodotti a chilometro zero. L’evento della trebbiatura rappresenta, per i residenti a Isola Sacra, un’occasione per rivivere particolari momenti della recente storia del territorio alla quale molti sono rimasti legati.






