
Il vescovo Ruzza: “Cristo continua a rinnovare il cuore dell’uomo e la storia”
di Dario Nottola
“La nostra vita non è più la stessa, non ha i segni delle ferite, non porta stigmi di insuccesso, perché Gesù è con noi ed ha vinto ogni morte”.
Con queste parole, nel suggestivo scenario del Castello di Santa Severa, il vescovo Gianrico Ruzza ha salutato ieri sera le diocesi unite di Civitavecchia-Tarquinia e di Porto-Santa Rufina, che hanno celebrato insieme la veglia di Pentecoste.
La liturgia, animata dai cori delle diocesi, ha visto un’intensa partecipazione anche delle comunità dei territori più distanti.
Una celebrazione segnata dalla preghiera e dall’invocazione allo Spirito Santo, nella quale il presule ha proposto una riflessione profonda sulle inquietudini del nostro tempo, sulle ferite dell’umanità e sulla speranza che nasce dal Vangelo.

Commentando il racconto di Babele, il vescovo ha denunciato “la tentazione odierna di avere un’unica lingua e uniche parole”, che rischia di cancellare le differenze e rendere l’uomo “schiavo del sistema dominante”.
Un forte richiamo è stato rivolto anche al tema educativo e alle paure che abitano soprattutto i giovani: “Proprio nell’ambito educativo registro le maggiori criticità”, ha affermato il vescovo Ruzza, indicando questo ambito come una priorità per il cammino delle diocesi.
Nel cuore della riflessione anche il valore della persona umana in un tempo dominato dalla tecnologia: “In tempi di intelligenza artificiale e di dominio delle macchine, accogliamo la bellezza della materia umana che riprende vita”.
Più volte durante la celebrazione l’assemblea ha invocato il dono dello Spirito con il canto “Vieni, Santo Spirito”, in un clima di intensa partecipazione e preghiera.
Ruzza ha ricordato che Dio non lascia l’umanità “nella solitudine e nel dolore” e che la Pentecoste annuncia una speranza concreta, capace di trasformare la vita.
“La nostra vita non è più la stessa”, ha concluso il pastore diocesano, perché Cristo risorto “continua a rinnovare il cuore dell’uomo e la storia”.
Durante la preghiera, Ruzza ha offerto ad alcuni fedeli i ministeri del lettorato, del catechista, dell’accolitato e della consolazione.
Nell’orazione delle Chiese unite nel vescovo Gianrico cresce così la corresponsabilità di una comunità immersa nel mondo per testimoniare la gioia del Vangelo.






