
Il 10 gennaio concerto-performance tra Bach, pop e colonne sonore con il duo formato dal violinista Pino Caronia e dal pianista Mauro Giordani
di Dario Nottola
Tra sacro e profano; da Bach alle sonorità contemporanee dei Coldplay, fino al pop iconico e sofisticato di Elton John, Dua Lipa e Lady Gaga: il 2026 si apre al Museo del Saxofono di Fiumicino con una nuova stagione ricca di repertori ed emozioni musicali. Il primo evento, in programma sabato 10 gennaio, alle 21, è “Crazy Violin”, un concerto-performance che fonde musica, teatro e narrazione in un’esperienza multisensoriale sorprendente ed elegante.
Protagonista della serata è il duo formato dal violinista Pino Caronia e dal pianista Mauro Giordani, interpreti di un progetto musicale dal respiro internazionale, che attraversa secoli di storia della musica occidentale per approdare con leggerezza e profondità al cuore dell’ascoltatore contemporaneo. Dalla sacralità del repertorio barocco all’immediatezza del pop, dalle suggestioni etniche alle grandi colonne sonore cinematografiche, la musica viene liberata dai confini di genere e restituita al suo significato più profondo: comunicare.
“Crazy Violin nasce dal desiderio di raccontare la musica come un organismo vivo, in continua evoluzione, capace di attraversare epoche, stili e culture senza perdere la propria anima – spiega Caronia, ideatore dello spettacolo –. Il violino, strumento dalla voce antica e profondamente umana, diventa il mezzo ideale per dare forma a questo racconto: un ponte tra passato e presente, tra tradizione e contemporaneità. Ogni brano è scelto e interpretato non solo per il suo valore musicale, ma per ciò che rappresenta nel tempo in cui è nato: un’emozione, un’idea, una visione del mondo. Crazy Violin è un invito alla meraviglia, alla scoperta, all’ascolto consapevole. Un omaggio alla musica come linguaggio universale e al violino come voce capace di raccontare storie senza bisogno di parole”.
Il programma prescelto si muove con originalità tra Rinascimento e pop, sacro e profano, tradizione e innovazione: dalle atmosfere rinascimentali di Claudio Monteverdi, simbolo delle origini della modernità musicale, alla profondità spirituale della musica sacra di Johann Sebastian Bach; dai ritmi etnici e incandescenti di Grigoraș Dinicu alle sonorità contemporanee dei Coldplay, fino al pop iconico e sofisticato di Elton John, Dua Lipa e Lady Gaga. Epoche, linguaggi e mondi lontani si incontrano e si intrecciano in un dialogo continuo, fluido e sorprendente.
A impreziosire lo spettacolo anche i temi delle grandi colonne sonore che hanno segnato l’immaginario collettivo: l’eleganza senza tempo di Ennio Morricone, la potenza epica di John Williams e l’estetica visionaria di Danny Elfman, che trasformano il palcoscenico in un vero cinema dell’anima, dove ogni nota evoca immagini, ricordi ed emozioni universali.
Al centro della scena, il violino di Caronia si fa voce narrante, conducendo il pubblico in un viaggio emotivo ricco di sfumature: uno strumento nobile e camaleontico, capace di passare con naturalezza dalla solennità del barocco alla libertà del jazz, dalla tensione drammatica alla leggerezza ironica. Un’interpretazione intensa e carismatica, che coniuga rigore esecutivo, teatralità e un’estetica sonora contemporanea.






