
Il vice allenatore della Turchia si racconta in esclusiva a Fiumicino Online, tra radici, calcio e l’esperienza alla Coppa del Mondo
di Fernanda De Nitto
Nonostante la mancata partecipazione della nazionale italiana ai mondiali Fifa 2026 in corso presso Canada, Messico e Stati Uniti d’America, un pò di Italia, e soprattutto di Fiumicino, è comunque presente alla coppa del Mondo, con il vice allenatore della squadra della Turchia, Daniele Russo, che ci ha rilasciato, nonostante il fuso orario proibitivo, questa intervista in esclusiva per Fiumicino Online

Daniele, come nasce la passione per il calcio?
“Ad Isola Sacra quando io ero piccolino bastavano poche cose per farci felici, e la prima di queste era un campetto di terra rimediato alla bell’e meglio dove poter restare a giocare fino a sera. Non c’erano le scuole calcio, c’era solo la voglia, appena finita scuola, di stare insieme tra amici. Ho iniziato poi a giocare veramente all’età di 11 anni e da maggiorenne sono andato via di casa, giocando a calcio fino ai 35 anni. Dopo una breve pausa ho iniziato una nuova avventura, sempre nel mondo del calcio, con Vincenzo Montella, conosciuto per amici in comune. Con lui abbiamo iniziato con il settore giovanile della Roma per poi passare alla prima squadra. Ormai sono circa sedici anni che facciamo professionismo insieme, provando varie esperienze, tra il campionato italiano, spagnolo, turco, l’Europa League e la Champions League. Ora con la nazionale turca abbiamo dapprima tenuto gli europei per poi arrivare agli odierni mondiali”.
Quanto è legato a Fiumicino?
“Sono legato a Fiumicino dalla mia gioventù, tutta la mia adolescenza l’ho trascorsa ad Isola Sacra per poi trasferirmi, con la mia famiglia, nei pressi del centro storico di Via Torre Clementina. La mia residenza è a Fiumicino che con il tempo ho imparato ad amare e vivere con piacevolezza. I tempi di lavoro della nazionale mi consentono, fortunatamente, di essere spesso a casa e di godermi la mia città”.
Parlando di mondiali, che clima si vive nel contesto della coppa mondo e quali i sono i ritmi di lavoro della squadra?
“Essendo il mondiale dislocato in tre nazioni, tra Stati Uniti, Messico e Canada la gestione del tutto risulta essere un po’ dispersiva, in quanto si perdono diversi giorni solo per gli spostamenti pre e post gara, riducendo anche i tempi di allenamento e preparazione atletica. Altro aspetto importante è quello del clima, perchè il nostro campo base è in Arizona e in giornata sul campo ci sono circa 45 gradi. Per tale ragione gli allenamenti possono essere effettuati solo in serata, sempre con circa 38 gradi ed un elevato tasso di umidità, non contando che tra i campi e l’alloggio vi sono circa quaranta minuti di transfer. I ritmi di lavoro sono stati quindi sempre molto serrati, essendo partiti per gli Stati Uniti già dal 22 maggio, dove a Miami ci siamo dedicati alla preparazione e al recupero della squadra”.
Dopo l’esclusione della Turchia dai mondiali la Federcalcio turca ha confermato l’allenatore Vincenzo Montella. Proseguirà anche lei questa avventura in Turchia? Quanto è legato a mister Montella?
“Vincenzo con la Turchia ha realizzato qualcosa di straordinario prendendo in mano le redini di una squadra non troppo forte e che stava facendo fatica a qualificarsi per gli europei. Con l’arrivo del mister vi è stata subito la prima vittoria fondamentale contro la Croazia, per poi vincere in casa con la Lettonia e pareggiare con il Galles. Tali risultati hanno portato la Turchia ad essere addirittura prima nel girone di qualificazione agli europei, dove si è sfiorata la semifinale perdendo immeritatamente contro l’Olanda. Nel percorso di qualificazione ai mondiali abbiamo incontrato la Spagna e nei due spareggi con la Romania e il Kosovo sono stati fatti dei risultati incredibili. Grande è stata la soddisfazione per tutta la squadra e per la nazione che dopo 24 anni è tornata ai mondiali. Sono particolarmente legato a Montella e proseguirò il percorso nella nazionale turca che ci vedrà protagonisti nelle future sfide”.
La Turchia è stata una delle ultime quattro squadre europee a qualificarsi alla coppa del mondo. Con la sconfitta con il Paraguay, purtroppo la squadra è fuori dal mondiale. Ritiene che l’eliminazione sia meritata? Quali motivazioni hanno inciso sulle sconfitte, compresa quella con gli Stati Uniti?
“La squadra ha giocato tutte le partite con la massima determinazione ma il format impone che negli scontri diretti valga solo la differenza reti. I giocatori, alcuni anche protagonisti del campionato italiano, venivano da una serie continuativa di impegni tra Champions, campionato e Europa League e non erano purtroppo al massimo delle loro condizioni fisiche. Nelle partite giocate abbiamo comune costruito un bel gioco ed avuto diverse occasioni rete e tiri in porta. Ovviamente resta il rammarico per la conclusione di questa avventura mondiale senza però recriminare niente alla squadra e a tutti ragazzi che hanno sempre dato il massimo e giocato con determinazione”.
C’è differenza tra il calcio turco e la realtà italiana?
“Fondamentale non ci sono differenze, il calcio è molto seguito con investimenti importanti su circa quattro squadre, più importanti e rappresentative, ma la passione e il tifo sono gli stessi dell’Italia”.
La vedremo presto a Fiumicino?
“Conto di tornare al massimo agli inizi della prossima settimana e di godermi un pò di riposo con la mia famiglia”.






