
Severini: “Il nord del territorio comunale continua a essere utilizzato come bancomat”
“Amministrare in questo periodo storico per carità è complicato. Tra tagli e mancate entrate (Stato e Regione quest’anno hanno ‘dimenticato’ di inviarci qualcosa come 3,5 milioni di euro) cercare di realizzare qualcosa di concreto diventa durissimo. La soluzione però non può essere aumentare i tributi locali – lo dichiara il presidente associazione Crescere Insieme, Roberto Severini che prosegue – la Tassa sui Rifiuti è stata ritoccata all’insù già due volte. Quest’anno è toccato alla Tassa sui Servizi: + 33 per cento. E al trasporto scolastico. Un danno per una città che paga per servizi non certamente al top e una provocazione per chi, come Aranova e il nord in generale, continua a essere utilizzato come bancomat senza aver visto realizzata una sola delle opere promesse in campagna elettorale”.
“Il piano investimenti e quello delle opere pubbliche triennali rimangono scarni – sostiene Severini – si è spostato in avanti qualche intervento che avremmo già dovuto vedere realizzato: il completamento idrogeologico di via Siliqua per esempio. L’unica opera su Aranova è stata annunciata ieri dalla consigliera Vona, ma sappiamo tutti benissimo che semmai venisse realizzata bisognerebbe ringraziare un privato e non certo lei. Il project financing non è altro che ‘tu cittadino metti i soldi io amministrazione ti do l’ok’. In soldoni, se il privato alla fine decidesse di tirarsi indietro quell’opera non si realizzerebbe più. Non capisco da dove derivi tutta questa enfasi sinceramente”.
“La soluzione? Magari avercela. Ma le proposte, quelle non mancano. Noi la nostra proposta l’abbiamo lanciata mesi fa e oggi, alla luce delle dichiarazioni del Sindaco sull’Irera, la riproponiamo con la speranza che qualcuno possa trovarla interessante: utilizzare il milione di euro dell’Iresa e i soldi derivanti da una vera lotta agli sprechi e di tagli dei costi della politica per abbattere la pressione fiscale. E lasciare gli oneri concessori sui territori di appartenenza per realizzare lì opere pubbliche. Una promessa che eravamo riusciti a strappare al primo cittadino due anni fa ma i cui effetti ancora non si sono visti. Chissà – conclude il presidente dell’associazione Crescere Insieme – che qualche consulta non possa lavorarci su”.






