
“Richiamiamo l’attenzione sull’art. 62 del Regolamento del Consiglio Comunale che attribuisce al Presidente i poteri necessari per garantire l’ordine in Aula”
Ieri, martedì 16 giugno, una seduta consiliare calda, dai toni accesi, ma anche cupi, tanto da sembrare a tratti un quadro Die Brücke, il gruppo di artisti dell’avanguardia tedesca formatosi a Dresda il 7 giugno 1905.
Il vice presidente del Consiglio, Federica Poggio e tutti i consiglieri di centrodestra e delle liste civiche, Baccini, Severini, D’Intino, Coronas e Costa hanno inviato una lettera al Sindaco Montino e al Presidente del consiglio comunale, Vona “Vogliamo condannare un atto intimidatorio nei confronti del Consigliere Stefano Costa, durante la seduta d’Aula, mentre il consigliere era impegnato nell’esercizio della sua funzione istituzionale e nell’espressione del proprio parere sul provvedimento in discussione”.
Nella lettera i consiglieri richiamano l’attenzione del Sindaco e del Presidente del consiglio “L’art. 62 del Regolamento del Consiglio Comunale attribuisce al Presidente in particolare, i poteri necessari per garantire l’ordine in Aula (comma1) e che altresì recita (al comma 3) che la forza pubblica non può entrare nella parte dell’aula riservata al Consiglio, se non per ordine del Presidente e solo dopo che sia stata sospesa o tolta la seduta”.
“Fiumicino – ribadiscono i consiglieri Poggio, Baccini, Severini, D’Intino e Costa riferendosi al Sindaco e alla maggioranza – è un comune democratico, la vostra Giunta si è sempre battuta contro l’illegalità e l’illegittimità facendo giornate e dedicando spazi alla memoria, oggi più che mai non può permettere che si attuino comportamenti che ledono la dignità e la libertà di espressione come in un regime staliniano della più becera memoria. Siamo in Italia, a Fiumicino in uno stato libero e siamo rappresentanti dei cittadini abbiamo non solo il diritto di esprimerci anche in modo contrario ma anche e soprattutto il dovere di farlo nel rispetto del nostro vincolo di mandato. Siamo il Comune di Salvo D’Acquisto, dove per la libertà il nostro eroe Carabiniere si è sacrificato, non possiamo permettere che in una sede istituzionale avvengano tali fatti”.
“Ci rivolgiamo al presidente – concludono Poggio, Baccini, Severini, D’Intino e Costa – chiedendo un gesto forte e simbolico a garanzia della libertà di espressione e del rispetto del regolamento, perchè è suo il compito di governare sull’andamento dei lavori ed assicurarne il migliore svolgimento nel pieno del diritto e del rispetto delle regole, anche quelle di convivenza civile”.






