
La consigliera regionale del Pd Lazio Michela Califano presenta un’interrogazione: “Promesse disattese e abbonamenti pagati, ora la Regione intervenga”
Pendolari lasciati a piedi sulla tratta Cotral Cerveteri-Aeroporto di Fiumicino. Dal primo luglio, infatti, centinaia di lavoratori impiegati nello scalo aeroportuale, soprattutto su turni pomeridiani e serali, si trovano senza le corse considerate fondamentali per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa.
A denunciare la situazione è la consigliera regionale del Pd Lazio, Michela Califano, che parla di “ennesimo scempio ai danni dei cittadini del litorale romano”. Il riferimento è alle corse delle 13.45 e delle 23.15, il cui ripristino era stato annunciato ufficialmente lo scorso febbraio, ma che, a oggi, non risultano attive.
Una situazione che sta creando forti disagi a molti utenti, alcuni dei quali, confidando nelle comunicazioni istituzionali, avrebbero anche già pagato regolarmente l’abbonamento mensile. “Una beffa”, commenta Califano, sottolineando come il trasporto pubblico rappresenti per molti cittadini un servizio essenziale, non una semplice alternativa.
“Siamo di fronte a un nuovo, gravissimo cortocircuito – dichiara la consigliera regionale – Non si possono fare promesse sulle spalle di chi usa il trasporto pubblico per andare a lavorare, incassare i soldi degli abbonamenti e poi far sparire i bus nel silenzio più totale”.
Per fare chiarezza sulla vicenda, Califano ha annunciato la presentazione di un’interrogazione in Regione. L’obiettivo è conoscere le cause del mancato avvio del servizio e ottenere tempi certi per il ripristino delle corse.
La consigliera chiede inoltre che la Regione intervenga nei confronti di Cotral per tutelare gli utenti danneggiati e valutare forme di indennizzo per chi ha pagato un abbonamento senza poter usufruire del servizio previsto.
Tra le richieste anche la convocazione urgente di un tavolo tecnico con Cotral, i Comuni di Cerveteri e Fiumicino, le organizzazioni sindacali e i comitati dei pendolari, così da individuare rapidamente una soluzione.
“Il diritto alla mobilità e la dignità dei lavoratori – conclude Califano – non possono essere messi in secondo piano da inefficienze organizzative”.






