
I cittadini chiedono garanzie: evitare che i nuovi progetti si trasformino in opere incompiute
Gentile Direttore, negli ultimi tempi si è tornati a parlare con insistenza di nuovi progetti portuali per la città di Fiumicino: dal porto crocieristico nell’area del vecchio faro, al porto commerciale, fino al nuovo approdo crocieristico previsto nella zona nord, presso la foce del canale navigabile del Tevere.
Si tratta, senza dubbio, di interventi importanti, che potrebbero rappresentare un’opportunità di sviluppo per il territorio, sia in termini economici che occupazionali. Tuttavia, accanto alle aspettative, emerge anche una diffusa preoccupazione tra molti cittadini.
Il timore nasce oltre che da una contrarietà pregiudiziale alle opere, ma anche dall’esperienza del passato. Fiumicino ha già vissuto situazioni in cui progetti ambiziosi non sono stati portati a termine o hanno subito interruzioni, lasciando sul territorio strutture incompiute o inutilizzate. L’area del vecchio faro e le infrastrutture legate ai collegamenti marittimi per la Sardegna ne sono un esempio ancora visibile (vedi foto).

Perché se è vero che questi progetti vengono raccontati come il futuro della città, è altrettanto vero che una parte rilevante dei cittadini non li percepisce come tali. Ed è proprio in questa distanza che si annida il rischio più grande: quello di aggiungere nuove opere incompiute a una storia che Fiumicino conosce già fin troppo bene.
Lettera inviata da: Marco T.
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