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Centralina Arpa Fiumicino

L’Amministrazione comunale deve affrontare il problema in modo sistematico


Ieri è circolata sulla stampa la notizia dell’installazione a Fiumicino di una centralina ARPA per la misurazione della qualità delll’aria, bene. La dichiarazione del Sindaco suggerisce che questa va ad aggiungersi a quella già presente a Fiumicino centro, nella zona dell”Autorità portuale, se andate sul sito (clicca qui) ne potete verificare il funzionamento, parziale in quanto non esistono misure su due dei quattro componenti misurati, SO2 anidride solforosa e PM10 (particolato).
 
Sappiamo che recentemente sono state rimesse in funzione tre centraline in grado di misurare in tempo reale ogni presenza di sostanze inquinanti finite nei canali interni e nel fiume Arrone e da questi in mare.
 
Sappiamo infine che a Fiumicino sono installate 5 centraline di monitoraggio funzionanti ma, come denunciato dal Comitato Fuoripista recentemente, non sempre questi dati sono disponibili.
 
E probabilmente ci sono altre centraline di misurazione gestite da compagnie private, ADR ad esempio, o magari dell’aeronautica militare, di cui non si hanno dati a disposizione, mentre nulla sappiamo circa lo stato dei terreni.
 
E nemmeno sappiamo, in punti di probabile esposizione ad inquinanti, ad esempio le centrali biogas della Maccarese, gli impianti IPPC presenti all’interno dell’aeroporto, che tipo di emissioni in aria si verificano.
 
Una centralina quindi, se non messa a sistema con tutte le altre, risolve ben poco, come risolve ben poco avere tanti dati ma non correlarli ed analizzarsi con la finalità ultima della MITIGAZIONE DEL RISCHIO SALUTE.
 
L’Amministrazione comunale deve mantenere l’impegno di procedere con un monitoraggio complessivo del territorio, che si pensava essere l’obiettivo della convenzione, mai operativa, con l’Università della Tuscia, che ad oggi ha avuto come unico risultato qualche comunicato stampa.
 
Insomma, questo è un problema che deve essere affrontato in modo sistematico.
 
E’ fondamentale un approfondimento delle conoscenze sulle concentrazioni degli inquinanti emessi in primis dalle installazioni aeroportuali e portuali, parlo anche di diossine, Composti organici votatili, PCB, IPA e metalli pesanti,  e di tutti i punti sensibili (es. Terminale marittimo di Fiumicino) che dovranno essere individuati mediante un censimento sistematico delle fonti di possibile inquinamento delle matrici, anche raccogliendo dati su fonti di inquinamento esterne al territorio comunale ma comunque collegate ed adiacenti, mi riferisco ad esempio alle installazione nella Valle Galeria, alla discarica di Cupinoro, etc.
 
E’ necessaria la pianificazione di indagini da condursi sulla matrice “Suolo” su terreni che possano costituire fattore di trasporto di eventuali contaminanti in essi presenti verso recettori umani sensibili e verso la falda, come è necessario un monitoraggio mirato nelle aree adiacenti e nelle aerr verdi delle scuole e dei giardini pubblici maggiormente esposti al rischio inquinamento in relazione alla vicinanza di eventuali punti di emissione (vedi censimento delle possibili fonti di inquinamento).
 
E’ inoltre fondamentale accedere ai dati epidemiologici (mortalità e ospedalizzazione) riferiti alle principali patologie neoplastiche e non neoplastiche a carico dei residenti nel Comune di Fiumicino nell’ultimo e più ampio periodo temporale disponibile, con particolare riferimento sia all’età adulta che pediatrica e con analisi statistiche che prevedano il confronto con la popolazione regionale di riferimento.
 
Non sono un esperto del problema ma penso che se si vuole fare veramente qualcosa a livello ambientale, questo deve essere fatto in modo sistematico, continuo, correlando dati, verificando, se la sommatoria all’esposizione a fattori di rischio diversi possa fare emergere problemi. E’ si interessante la singola misura ma sappiamo tutti che la somma dell’esposizione a diversi fattori di rischio crea l’eventuale grande problema. Rimane poi da affrontare il problema “Tevere” ma non mi addentro nello specifico.
 
Infine, per esemplificare, dai dati rilevati dalla centralina portuale si evince che per il biossido d’azoto (NO2) non è mai stato superato il limite orario previsto dalla legge (200 microgrammi/m3) ma da Luglio ad oggi (ieri per la precisione) 80 volte ha superato il valore di 120 e con punte di 161 il 14 settembre alle ore 24, 149 il 10 Settembre alle ore 23, 148 il 3 Settembre ed il 24 Luglio  rispettivamente alle ore 8 e 7; ma abbiamo detto che è la somma che fa il totale e noi conosciamo solo la misura di una delle variabili in gioco.
 
E’ quindi ora che il Consiglio comunale dichiari necessaria e inderogabile l’attuazione di un piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria dei residenti nella città di Fiumicino, anche attraverso una delibera che stabilisca cosa fare, come, con quali obiettivi, indirizzando il reperimento dei fondi necessari per “fare sul serio”; solo in presenza di un quadro organico e di insieme si potranno poi definire interventi, su quelle aree critiche che si individueranno a valle di un monitoraggio serio, mirati alla MITIGAZIONE DEL RISCHIO SALUTE, altrimenti anche questa centralina ARPA rischia di essere l’ennesimo inutile pezzo di ferro.
 
Lettera inviata da: Marcello Giuliacci
 
Invia la tua lettera a: info@fiumicino-online.it
 
 
 
 
 
 
 

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