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Traffico in tilt al rientro dal mare, code interminabili e disagi per i residenti a Fregene e Maccarese

Fino a un’ora per raggiungere l’Aurelia. Residenti e bagnanti alle prese con il deflusso serale, Meloni: “Servono soluzioni urgenti”

 

 

di Dario Nottola

 

 

Fino ad un’ora di coda in auto per andare ad immettersi sulla via Aurelia. L’assalto ieri alle spiagge di Fregene e Maccarese (e Fiumicino e le altre località non sono state da meno), con migliaia di bagnanti, ha riproposto la problematica del deflusso serale per il ritorno a casa dal mare, che ha creato non pochi problemi anche a tanti residenti negli spostamenti interni di Fregene e Maccarese, anche solo per andare a ritirare delle pizze ordinate per la domenica sera o percorrere in auto solo poche centinaia di metri.

 

Una fotografia che puntualmente si ripropone, in particolare a maggio e giugno, quando il picco di presenze di romani è tradizionalmente più alto ma che, progressivamente, sta sempre più diventando un aspetto da non trascurare per la viabilità e la sicurezza. “Merito” sicuramente anche della crescente attrattiva dei nostri 24 km di costa ma anche, da non trascurare, che quest’anno quota parte di presenze si sta trasferendo dai vicini lidi di Ostia, alle prese con problematiche legate a diversi stabilimenti balneari chiusi, oltre all’aumento di turisti stranieri. Un dato di fatto.

 

Decine i commenti ieri, anche di residenti, sui social che lamentavano i disagi legati alle interminabili file in uscita dalle località, fino ad oltre le 21 (via Praia a Mare, viale Castellammare, viale della Pineta, viale Castel San Giorgio, viale di Porto, zona Leprignana, ecc.).

 

Sulla questione, auspicando una gestione non in emergenza ma con lo studio di nuove vie o sistemi di gestione dei collegamenti, la consigliera Paola Meloni ha affidato una riflessione ai social:

“Quest’anno con la viabilità sarà dura e questi primi weekend sono stati solo un assaggio di ciò che ci attende nei prossimi mesi. A Maccarese è stato un giorno da prigionieri in casa perché ogni direzione è buona per cercare di tornare a Roma, anche le strade sterrate di campagna.

La situazione degli stabilimenti di Ostia in gran parte chiusi sta dirottando e dirotterà tutta Roma sulle nostre spiagge e, per quanto sicuramente questo porterà incremento di lavoro ed entrate al territorio, la nostra viabilità è già al collasso così e servono soluzioni urgenti, sia nell’immediato per permettere un’accoglienza degna di una città di mare, sia di lungo termine come la ripresa di progetti importanti soprattutto nelle località più turistiche.

Il ponticello di Maccarese è un imbuto, quello di Torre in Pietra neanche a dirlo, l’uscita per l’autostrada è una fila perenne in cui capita di star fermi anche un’ora per qualche centinaio di metri”.

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