
Un’indagine nel centro comunale di raccolta rivela che il 22% dei materiali conferiti è composto da beni in polietilene
di Dario Nottola
Oltre un quinto dei rifiuti ingombranti conferiti nel centro di raccolta comunale di Fiumicino è costituito da oggetti in polietilene, un materiale che può essere interamente riciclato e reimmesso nei cicli produttivi.
Il dato emerge da una sperimentazione condotta da Ecopolietilene, consorzio del Sistema Ecolight, in collaborazione con Fiumicino Ambiente Scarl e Fitals Srl. Il progetto ha analizzato la composizione dei rifiuti classificati come ingombranti e conferiti dagli utenti nel centro di raccolta del territorio.
Nel corso delle due campagne di campionamento sono stati esaminati complessivamente 4.560 chilogrammi di materiali. La cernita ha permesso di individuare circa mille chilogrammi di beni in polietilene, pari al 22% del totale.
La parte restante era composta da 3.286 chilogrammi di altri rifiuti ingombranti, 150 chilogrammi di PVC, equivalenti al 3,3%, e da una quota residuale di apparecchiature elettriche ed elettroniche e imballaggi.
Tra gli oggetti in polietilene trovati con maggiore frequenza figurano arredi da giardino, giochi da esterno, sedie e sdraio. Una composizione che, secondo i promotori dell’iniziativa, riflette le caratteristiche di una località costiera come Fiumicino e la stagionalità dei conferimenti.
La sperimentazione non si è limitata alla raccolta dei dati. Gli operatori del centro comunale hanno partecipato a un percorso di formazione specifico, finalizzato a riconoscere e separare con maggiore precisione i diversi oggetti realizzati in polietilene.
“All’interno dei flussi degli ingombranti è presente una quantità significativa di beni in polietilene che, se correttamente individuati e separati, possono essere avviati a percorsi di recupero e riciclo”, spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecopolietilene.
Secondo Dezio, migliorare la qualità della raccolta rappresenta il primo passaggio necessario per costruire una filiera realmente circolare e ridurre la quantità di materiali destinati allo smaltimento.
Per Fiumicino Ambiente, i risultati della sperimentazione confermano anche l’importanza della preparazione del personale.
“La formazione degli operatori e la sensibilizzazione del territorio possono sottrarre alla discarica tonnellate di materiali preziosi, trasformando i costi di smaltimento in nuove risorse per la comunità“, sottolinea Claudio Campisano, responsabile operativo della società.
L’esperienza realizzata a Fiumicino rientra in un più ampio programma di monitoraggio già avviato anche nei territori di Treviso, Salerno e Cuneo. L’obiettivo è conoscere meglio la presenza dei beni in polietilene nei flussi dei rifiuti urbani e favorirne la raccolta separata.
Il polietilene è infatti utilizzato nella produzione di numerosi oggetti di uso quotidiano. Una volta recuperato, può essere trasformato in materia prima seconda e utilizzato per realizzare nuovi prodotti, con una conseguente riduzione del consumo di materie prime vergini, dell’energia necessaria alla produzione e dell’impatto ambientale.
Tra le proposte avanzate dal consorzio figura infine l’introduzione di un codice specifico per classificare i beni in polietilene all’interno del sistema europeo dei rifiuti. Una distinzione che, secondo Ecopolietilene, permetterebbe di migliorare la raccolta e avviare al riciclo una quantità maggiore di materiali.






