
I lupi di mare si complimentano con la strategia adottata a Bruxelles dal Ministro Francesco Lollobrigida
di Umberto Serenelli
La pesca a Fiumicino plaude alla “mission” europea del Ministro Francesco Lollobrigida che riesce a bloccare il taglio delle giornate in mare per le flotte a strascico della Penisola.
Particolarmente euforici gli armatori dei pescherecci iscritti al Compartimento marittimo di Roma, di cui fanno parte i navigli di Fiumicino e Anzio, che sottolineano la caparbietà e l’efficace azione del Ministro alla Pesca, in occasione del decisivo summit al Consiglio europeo, da cui è emerso che non verrà applicata alcuna riduzione ai giorni di uscita dal porto.
“Il Ministro Lollobrigida è stato un grande nel sostenere la nostra tesi, riuscendo poi a far capire l’inutilità della sforbiciata ai signori della Comunità europea – precisa con un pizzico di soddisfazione Gennaro Del Prete, presidente della cooperativa ‘Pesca romana’ di Fiumicino e a nome dei colleghi di Anzio – Il regolamento varato nel 2019 dall’Europa imponeva infatti alle flotte un taglio di giorni alla pesca che dagli attuali 200 dovevano passare a 142. Questo perché gli stock ittici sono in sofferenza secondo la Commissione europea. Abbiamo chiesto di visionare lo studio, che ha portato a questa decisione, ma con stupore ci è stato risposto sulla base di ipotesi e con un contorto teorema di parametri legati all’impoverimento dei fondali”.
La categoria allora è passata all’attacco con una ricerca in mare sui fondali, affidata “all’Università della Tuscia, dove è emersa una realtà completamente diversa”.
“Nel primo semestre di quest’anno avevamo pescato il 50% delle risorse indicate da Bruxelles – prosegue – a conferma delle nostre lamentele contro la presa di posizione della Commissione. A questo punto ci siamo rivolti al Sottosegretario alla Pesca, Patrizio La Pietra, che ha compreso le nostre fondate preoccupazioni e ‘sdoganato’ gli impedimenti a livello italiano. In sintesi, il 2024 è praticamente finito e noi ci troviamo sotto l’80% del parametro indicato dall’Europa”.
Ovviamente quanto sostenuto dai lupi di mare è facilmente riscontrabile attraverso il “Sistema tablet”, in dotazione alle imbarcazioni, che è una sorta di “registro elettronico che Bruxelles e Ministero della Pesca può tranquillamente controllare da remoto”. Se fosse passata la linea del Consiglio europeo la categoria avrebbe subito un duro colpo perché l’attività di pesca sarebbe stata limitata a meno di 7 mesi l’anno.
“I negoziati nel Consiglio europeo si sono conclusi con un risultato senza precedenti – si legge in una nota del Ministro Lollobrigida – che non ridurrà i giorni di pesca per le flotte a strascico italiane. È la prima volta che l’Italia ottiene un simile successo che protegge il futuro del settore ittico. Ogni anno assistiamo a tagli ma questa volta gli interessi della Nazione e della categoria sono stati difesi con fermezza grazie alla strategia negoziale adatta. Questo risultato garantirà prospettive di crescita a un comparto essenziale per la nostra l’economia“.
In un momento in cui la crisi frena il settore, la soluzione dovrebbe contribuire a rilanciare la competitività dell’indotto che a Fiumicino rappresenta una grossa fetta dell’economia connessa alla filiera ittica regionale.
“Queste vicende provocano danni alla categoria a causa dell’incertezza sul futuro che allontana le nuove generazioni restie a intraprendere il duro lavoro in mare – conclude Del Prete – Comunque, vorrei ringraziare la disponibilità dell’assessore regionale alla Pesca, Giancarlo Righini, per la sensibilità mostrata nell’avviare i negoziati e l’assessore di Fiumicino, Stefano Costa, che ci è stato vicino in questa dura battaglia”.