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Maccarese: i ragazzi del liceo “Leonardo da Vinci” a lezione di legalità

Grazie all’associazione “Quote Merito” gli incontri proseguono senza sosta da Nord a Sud della penisola


di Gianluca Zanella
 
Oggi, venerdì 22 gennaio, alle 11.30 presso l’aula magna del liceo di Maccarese “Leonardo da Vinci”, gremita di studenti, si è tenuto un incontro sui temi della legalità. Presenti: Arcangela Galluzzo, assessore al bilancio e alla mobilità del comune di Fiumicino, oggi presente in qualità di presidente dell’associazione “Quote merito”, il dottor Vincenzo Musacchio, presidente dell’associazione “Don Peppe Diana”, il dottor Begamucci e il Presidente della Commissione Bilancio, Giuseppe Pavinato.

A introdurre il convegno la preside dell’istituto, dott.ssa Maria Antonietta Maucioni che ricorda “Il Leonardo da Vinci è ormai da dieci anni schierato su posizioni di intransigenza verso gli sfaccettati fenomeni dell’illegalità, tentando di formare quegli studenti che un domani rappresenteranno il futuro del paese, magari la classe dirigente – la preside coclude il suo intervento d’apertura insistendo sui valori della memoria e della collaborazione – sottolineo l’importanza dello studio della storia, soprattutto quella recente, per rintracciare i segni di quello che è stato e non ripetere più gli stessi errori”.
 
I ragazzi e le ragazze ascoltano. Sono soprattutto della quinta e sono arrivati tutti a un importante svolta della loro vita; chissà quante volte in questo ultimo anno di scuola avranno sentito discorsi del genere. Eppure seguono con attenzione, e questo è sicuramente un buon segno. La preside lascia poi la parola ad Arcangela Galluzzo, che per un giorno ha deposto l’abito di assessore e ci tiene a specificarlo, presentandosi come la presidente dell’associazione ‘Quote merito’, un’associazione che non riceve fondi di alcun tipo, ma che si sostiene solamente con le offerte dei soci iscritti; un’associazione che fa della Legalità (non a caso con la lettera maiuscola) il suo cardine.

La dott.ssa Galluzzo spiega ai ragazzi lo scopo dell’associazione “Abbiamo l’obiettivo di promuovere il merito e la competenza all’interno degli uffici pubblici, di promuovere l’onestà come precondizione inalienabile e combattere il cancro della corruzione”. Inevitabile la menzione allo scandalo di Mafia Capitale, che ha riportato a galla un sistema così ramificato di corruzione e malavita generalizzata, che ad oggi gli sono stati dedicati già dei film.

“La frase più rappresentativa di tutta questa faccenda, una frase a mio parere sconvolgente – ha evidenziato la Galluzzo – è stata captata in un’intercettazione telefonica dove si è detto ‘I funzionari o li compri o li cacci’. Bisognerebbe andare a parlare con questi funzionari ‘cacciati’, quelli onesti, quelli che sono stati isolati, lasciati soli e infine epurati”.

A questo punto la presidente dell’associazione “Quote merito”, che parlando ha camminato fra gli studenti, nel tentativo di eliminare ogni tipo di barriera, anche semplicemente fisica, ha invitato i ragazzi a riflettere “L’isolamento dei funzionari onesti, quelli che non hanno deciso di piegarsi, la loro solitudine è anche una nostra responsabilità – ha detto – l’isolamento va combattuto, Falcone diceva che un magistrato è un uomo morto quando viene lasciato da solo. La loro epurazione non solo non è utile, ma nemmeno giusta. Non si tratta di fare gli eroi, ma bisogna capire che il predominio di pochi pregiudica il benessere di tutti, il vostro benessere futuro. Siamo noi la maggioranza, ci dobbiamo unire. Tutti insieme siamo come il mare e non si può arginare il mare”. L’intervento della Galluzzo si conclude con l’invito agli studenti di mantenere sempre una propria individualità, ma di impegnarsi a unire questa individualità con altre, per creare stavolta sì un argine, ma per l’illegalità, che non è un mare, è solo una montagna di merda (cit. “i cento passi”).
 
Ragazzi e ragazze applaudono a lungo dopo l’intervento di Arcangela Galluzzo. Tocca adesso al dottor Vincenzo Musacchio, criminologo che da oltre vent’anni studia il fenomeno della criminalità organizzata e della corruzione in tutte le sue infinite forme. Per prima cosa, Musacchio mostra un cortometraggio di dieci minuti realizzato dai ragazzi del carcere minorile di Palermo, molti dei quali sono degli ex “baby killer”, giovani che hanno ucciso per 500 euro, forse meno. È un cortometraggio dedicato alle vittime della mafia; sullo schermo scorrono immagini note e meno note, accompagnate da didascalie che parlano di omicidi e stragi purtroppo quasi del tutto dimenticate. Strazianti sono le immagini dei funerali di Falcone e degli uomini della scorta, ma non meno crude le foto della macchina crivellata di colpi del generale Dalla Chiesa, i volti di gente come Mauro de Mauro, Pietro Scaglione, Mino Pecorelli, Giuseppe Fava. Nomi dimenticati, vittime di una brutalità che si fa fatica ad accettare faccia parte di questo mondo.
Terminato il cortometraggio, Musacchio si alza in piedi e a sua volta cammina tra i ragazzi e le ragazze, ricordando che l’Italia ha il triste primato di vittime della malavita, che in percentuale non è secondo a nessun altro paese nel mondo. Musacchio è presente in funzione di presidente dell’associazione dedicata a don Peppe Diana, il sacerdote di Casal di Principe (Caserta), che nel 1994 fu trucidato all’interno della sua chiesa per essersi opposto alla camorra. Più che un’associazione, quella dedicata a don Peppe è una vera e propria “scuola della legalità” itinerante.

La tappa di oggi è stata qui a Maccarese, ma gli incontri in programma vanno da Nord e Sud della penisola, dalle classi elementari fino alle università, non c’è un limite all’informazione e alla prevenzione.
 
Riallacciandosi al discorso aperto dalla Galluzzo, il dottor Musacchio ha parlato più generalmente dei fenomeni di corruzione nei quali si è imbattuto nell’arco della sua lunga carriera “Oggi non ci sono più i baby killer – ha detto – oggi la mafia uccide di meno, perché ormai è riuscita a fare un salto di qualità: è entrata in politica”.
 
Parlando dell’importanza di ricordare i nomi di chi è morto e soffermandosi su Falcone e Borsellino, ha dichiarato “Il processo sulla trattativa Stato-Mafia è troppo spesso denigrato, ma non è un processo campato in aria. Deve continuare, bisogna insistere”. Senza alzare i toni, con la serenità di chi sa quello che dice, Musacchio ha spiegato agli studenti che non sono quelli che si sentono in televisione i capi mafia, quelli dai nomi fantasiosi. Al vertice della Mafia ci sono i poteri forti; riguardo i prossimi sviluppi della giustizia ha anche azzardato un’ipotesi “Il prossimo ad essere arrestato sarà Matteo Messina Denaro, quello di cui adesso tutti parlano, l’ennesima testa di legno come Totò Riina e Provenzano a loro tempo, ma chi conta davvero è in ombra e continua a stare lì. Di tanto in tanto qualcuno viene sacrificato perché non serve più – ha proseguito – ma al suo posto ecco che se ne inserisce subito un altro, a livelli sempre più alti, sempre più vicino ai centri del potere”.
 
Musacchio conclude il suo intervento con una nota di speranza “Siete voi – ha affermato, rivolgendosi agli studenti – il futuro del paese; siete voi i professionisti, i dipendenti, i politici del domani. Siate persone oneste, lottate per un mondo migliore di quello che vi hanno lasciato, non seguite gli esempi che nessuno si è vergognato di darvi. Siate migliori”.

Conclude infine l’incontro il dottor Bergamucci, che a sua volta prende spunto dall’intervento appena concluso “Le mafie oggi puntano al potere politico, sociale ed economico. Questo stato di cose – ricorda Bergamucci – sta determinando un veloce e radicale allontanamento della politica dai cittadini, una generalizzata (e giustificata) sfiducia”.

Al termine degli interventi è il fatidico momento in cui la preside chiede ai ragazzi se qualcuno avesse delle domande da fare. Dopo i primi istanti di silenzio, cominciano ad alzarsi le mani, forse non si farà in tempo per rispondere a tutti. Evidentemente gli ospiti hanno toccato le corde giuste, il messaggio è passato. Una domanda in particolare ha colpito “Si sta facendo tutto il possibile per combattere le mafie?” alla quale risponde con decisione il dottor Musacchio “No, anzi, negli ultimi tempi si stanno facendo enormi passi indietro. Si parla addirittura di eliminare il 41 bis, il famoso carcere duro per i capi mafia. La storia rischia di ripetersi, ancora oggi ci sono magistrati lasciati soli, abbandonati dallo Stato con la consapevolezza del rischio a cui sono sottoposti per il loro impegno”.
Una ragazza chiede come avvenga oggi il riciclo del denaro sporco, a rispondere è ancora Musacchio, esperto della materia “Oggi non esiste più un riciclo dei soldi sporchi, semplicemente perché questi soldi non sono più sporchi, ormai l’illegalità si è immessa in circolo, come sangue infetto in un corpo. Oggi i capitali sono nelle banche, nel sistema economico”.
 
L’incontro di oggi si è concluso con una considerazione sconcertante fatta dal dottor Musacchio sulla base di una statistica “Se riuscissimo a sconfiggere non dico la Mafia, ma almeno la corruzione e l’evasione fiscale, nel giro di quattro anni l’Italia sarebbe al pari della Germania: ai vertici dell’economia europea”.
Che dire, è evidente che le cose non stanno andando come dovrebbero, ogni giorno è sempre più netta l’impressione che ci si stia lasciando andare, trascinati da una corrente che rischia di sommergerci. È triste dirlo, è triste anche solo pensarlo, ma il cambiamento può passare solamente dalle nuove generazioni, da quei ragazzi che oggi erano presenti nell’aula magna del ‘Leonardo da Vinci’ e da tutti gli altri che avranno la pazienza, l’interesse e la volontà di informarsi, guardarsi intorno e comprendere che in un paese così, a queste condizioni, ci sono poche speranze.
 
L’illegalità è comoda per pochi, l’indifferenza genera disastri. La consapevolezza, solo la consapevolezza, può aiutarci a uscire dal baratro.

 
 
 
 
 
 
 

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