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Il ciclo dei rifiuti deve cambiare

Le proposte del Comitato Rifiuti Zero Fiumicino


“Da decine di anni la gente di Malagrotta e della Galeria viene avvelenata legalmente in virtù di una gestione illegale del ciclo dei rifiuti che prevede lo sversamento del ‘tal quale’ per scelta di interessi economici e non per impossibilità tecnica – dichiara il Comitato Rifiuti Zero Fiumicino – da più di un anno migliaia di persone subiscono una violenza quotidiana a causa della totale incapacità da parte degli amministratori di gestire un ciclo virtuoso dei rifiuti, nella totale assenza di una programmazione seria per il medio periodo”.
“Da mesi – prosegue – si alternano sulla bocca dei vari prefetti, ministri, sindaci, governatori, assessori, consiglieri i nomi di Riano, Corcolle, Pizzo del Prete, Valle Galeria, Allumiere, Paliano quali possibili siti della nuova Malagrotta, come se paventare la realizzazione di una nuova discarica sia cosa da poco, del tutto ininfluente sulla vita, la salute e gli interessi di noi cittadini. Dove non arriva l’incapacità dei politici intervengono altri apparati come il Consiglio di Stato a dare il benestare alla realizzazione di altri impianti di morte come il gassificatore di Albano o l’Unione Europea che, pur mantenendo aperta la procedura d’infrazione sul trattamento dei rifiuti conferiti a Malagrotta, chiude, approvando il Piano Rifiuti della Regione Lazio considerandolo adeguato a riportare la nostra regione alla legalità, quella avviata contro l’Italia cinque anni fa”.
Il Comitato parte da una sua constatazione “Nessuno smentisce le denuncie dei Radicali circa il mancato funzionamento dell’inceneritore di Malagrotta dall’autunno 2011 e la previsione è di riavviarlo forse tra 2 anni (stessa tecnologia di quello previsto ad Albano); la riattivazione dei TMB a pieno regime servirà da un lato ed evitare, ma non totalmente, lo sversamento del “tal quale”, e costringerà ad esportare il CDR così prodotto, in altre regioni, in altre nazioni forse, avvelenando altre popolazioni, in attesa del completamento del ‘Piano Tumori del Lazio’ che prevede sempre e solo discariche ed inceneritori. Un ciclo perverso, che non si ferma, che non si vuole innovare e mettere in sicurezza; noi proponiamo di smetterla con questi giochetti e chiediamo:
 
– Un Commissario speciale per l’implementazione della raccolta differenziata a Roma, con ampi poteri, sull’AMA in primis, che dotato di risorse economiche abbia come obiettivo il raggiungimento del 65% di differenziata entro 2 anni, che eviti il risiko della differenziata a roma, come progettato da Alemanno e che punti decisamente al Porta a Porta;

– La riconversione immediata dei TMB esistenti a recupero di materia, evitando così la produzione di CDR da bruciare negli inceneritori; riteniamo questo punto imprescindibile e fondamentale, da un lato per un cambiamento serio e sostenibile all’attuale ciclo dei rifiuti, ma anche economicamente vantaggioso per la collettività, sia per recuperare ulteriore materia riciclabile sia per evitare gli alti costi di incenerimento, su cui tutti tacciono, anche nell’ipotesi di spedire le balle ad inceneritori fuori regione;

– L’implementazione di impianti di trattamento a freddo, impianti di selezione del secco, impianti di compostaggio, anche realizzando impianti di trattamento a valle dell’indifferenziata, che possano sia recuperare materia, sia realizzare il ciclo aerobico/anaerobico.
 
Ci siamo convinti, purtroppo, che anche stavolta l’intenzione della politica sia quella di far prevalere sugli interessi dei cittadini quelli del palazzo e delle lobby delle ecomafie – sostiene il Comitato – come spiegare diversamente la monolitica inattività degli enti, tutti, che pur dovendo fronteggiare l’emergenza rifiuti, anziché avviare o fare in modo che venga avviata dai comuni di Roma, Ciampino e Fiumicino nonché dallo Stato Vaticano una seria raccolta differenziata dei rifiuti, sprecano il proprio tempo e i nostri soldi per cercare zone dove poter scavare buche o poter costruire inceneritori?
Perché vogliono continuare un percorso devastante per la salute delle persone e dei territori?”.
 
“Ci stanno prendendo in giro – ribadisce il Comitato – facendo rimbalzare le responsabilità e le competenze da ente ad ente, da prefetto a prefetto sperando che questa altalena ed interminabile attesa ci conducano ad un’inevitabile momento di stanchezza e disattenzione tali da poter consentire loro di colpire facilmente. Ciascuno di noi, a prescindere da dove cadrà la scelta del Prefetto, pagherà in prima persona per ancora molti anni gli errori e le incapacità della politica. Le uniche certezze al momento sono l’ennesima ultima proroga di Malagrotta e, stante l’attuale situazione degli impianti, la necessità da parte della Regione Lazio di dare seguito allo scenario di controllo del Piano Rifiuti che continua a prevedere inceneritori, TMB che producono CDR per inceneritori ed inevitabilmente discariche.
Dobbiamo dire basta e bloccare questo piano che ci vuole sudditi e non cittadini. Oggi il ciclo dei rifiuti deve cambiare, prima delle elezioni, prima che tutto degeneri e si trasformi in montagne di rifiuti per strada, prima che i partiti facciano carta straccia delle nostre ragioni” ha concluso il Comitato Rifiuti Zero Fiumicino.
 
 
 
 

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