
L’allarme di operatori balneari e residenti: sulle dighe anche tonnellate di rifiuti trasportati dalle piene del Tevere
di Umberto Serenelli
Le scogliere del lungomare della Salute di Fiumicino sono caratterizzate dalla presenza di enormi tronchi, oltre che da tanti detriti portati dal mare. L’attenzione dei turisti si catalizza sui giganteschi e soprattutto pericolosi tronchi adagiati sul culmine delle scogliere o lungo la battigia. Fa eco, ai “monumenti” all’incuria lungo la litoranea, il crescente quantitativo di pattume che si trova invece sulle dighe a protezione dell’ultimo tratto di via del Faro e anche lungo quelle che si spingono sino alla foce del Tevere.
È chiaro che la colpa è delle piene del Tevere, ma una soluzione va presa a tutela dell’immagine balneare di Fiumicino. Questo anche alla luce del fatto che aumenta, con gli anni, la sporcizia e quindi il danno ambientale provocato dal pattume spinto dai flutti soprattutto davanti al comprensorio abitativo Passo della Sentinella.
Nel 2020, grazie a un finanziamento della Regione, venne tirato a lucido il tratto di frangiflutti al faro con il “prelievo” di oltre 250 tonnellate di immondizia tra legname, plastica, elettrodomestici, bombole di gas e materiali in ferro. A distanza di anni i detriti sono tornati a colpire la zona di Passo della Sentinella e si rende necessario programmare un nuovo intervento.

Una bonifica preventiva andrebbe posta in essere anche lungo le golene ricoperte di pattume e vegetazione. La stagione balneare è iniziata e quindi occorre eliminare dalle dighe e dalla riva della spiaggia i mega-tronchi, alcuni dei quali superano addirittura i 20 metri di lunghezza.
“Molti colleghi si trovano in difficoltà – precisa Salvatore Spataro, dello stabilimento “Vittoria Beach” – perché operare sopra al culmine delle scogliere per rimuovere il legname incastrato è molto pericoloso e anche complesso”.
La pericolosità di salire sulle dighe viene però ignorata da molti villeggianti che, assieme ai figli, salgono a cavalcioni sui tronchi. Occorre dunque un intervento risolutivo almeno per quelli davanti ai chioschi Mediterraneo e Base, vicino al Reef Village e prima del Papaya Beach.






