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Fiumicino: continua l’avanzata del granchio blu che ora invade il fiume e i canali di bonifica

“È previsto un incontro con l’assessore regionale alla Pesca, Giancarlo Righini, sul proliferare del crostaceo”, garantisce Gennaro Del Prete della coop Pesca romana

 

di Umberto Serenelli

 

Il granchio blu assedia Fiumicino. L’avanzata del cuneo salino favorisce il proliferare del predatore di molluschi che sta risalendo a grandi passi la Fossa Traianea. Non solo, la presenza del fastidioso crostaceo viene registrata anche nei canali di bonifica dove ha trovato il suo nuovo habitat.

 

 

“Il cuneo marino sul fondale del porto-canale si sta avvicinando a Capo due Rami e i granchi tranquillamente risalgono in direzione Roma – commenta Gennaro Del Prete, presidente della cooperativa Pesca romana di Fiumicino – Oltre a aver invaso il canale navigabile, la darsena, i fossi di bonifica di Isola Sacra e quelli di Focene. Il fenomeno ha raggiunto livelli allarmanti e provoca enormi disagi agli armatori della piccola pesca”.

 

Il granchio della specie “aliena” è molto vorace e rischia di creare problemi sui 24 chilometri di litorale del comune di Fiumicino dove è considerevole la cattura dei molluschi commercializzati.

 

Stiamo in grossa difficoltà poiché il quantitativo di vongole lupino prelevato dal fondale è sempre meno e questo fa ovviamente lievitare i listini dei molluschi – precisa Roberto Di Biase, armatore di una turbosoffinate che ormeggia nel porto-canale – Nei rastrelli troviamo tanti pezzi di gusci di vongole vuote dove è evidente l’azione delle chele dei granchi. Stiamo combattendo una guerra impari e contro un nemico che continua a aumentare di numero impoverendo i fondali sabbiosi della costa di Fiumicino”.

 

 

La specie originaria dell’Atlantico sta dunque provocando danni all’ecosistema marino e anche all’economia della località le cui aziende di pesca soffrono questa massiccia presenza nei confronti della quale non ci sono iniziative per frenare il proliferare del dannoso crostaceo. La piccola pesca è quella che subisce i danni maggiori dell’azione dei granchi che, grazie alle robuste chele, tagliano le maglie del filo nailon delle reti o delle nasse per mangiare il pescato impigliato, beffando così gli operatori che si ritrovano a rimuovere con rabbia la spina.

 

I pescatori sportivi, che gettano l’amo alla foce della Fossa Traianea e in darsena, da tempo avvertono l’invadente presenza dell’esemplare blu che resta spesso aggrappato all’esca e viene poi spinto sopra alla banchina. Nella darsena le colonie si possono osservare sul gradino all’interno delle banchine che coincide con la superficie dello specchio acqueo. Questa minacciosa presenza è un problema per gli operatori portuali della darsena soprattutto quando devono sollevare le “catenarie” dove ormeggiano le imbarcazioni.

 

Non credevo potessero arrivare anche nel collettore della bonifica, che attraversa Villa Guglielmi, diretto all’idrovora di Isola Sacra – precisa il runner Franco Nisi – Stavo correndo lungo la staccionata del fosso e con stupore mi sono accorto della presenza dei granchi. Ora faranno compagnia alle gigantesche nutrie”.

 

Alcuni sub dediti alla cattura delle cozze che crescono sulle tante scogliere soffolte del litorale segnalano sul fondale marino, ai piedi degli scaglioni di selce, che sono operativi i voraci crostacei. In alcuni punti è notevole la presenza di cumuli di gusci vuoti ammassati dalla corrente marina.

 

Nei prossimi giorni è previsto un incontro con l’assessore regionale alla Pesca, Giancarlo Righini, sul problema collegato al proliferare del granchio – conclude Del Prete – Gli operatori della pesca intendono segnalare che il problema granchi si è esteso anche ai canali di bonifica di Isola Sacra, sulla costa di Focene e Maccarese“.

 

 

 

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