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CORONAVIRUS. REALI: “RESTIAMO CHIESA IN MEZZO AL POPOLO”

Il 19 marzo, festa di San Giuseppe, alle ore 21 l’invito del Vescovo ad esporre alle finestre delle nostre case, un piccolo drappo bianco o una candela accesa

di Dario Nottola
 
“Per tutti noi preghiamo i patroni Ippolito, Rufina e Seconda, e chiediamo l’intercessione di Nostra Signora di Ceri, Madre della Misericordia”. E’ l’esortazione contenuta, in una lettera, che Gino Reali, Vescovo  di Porto e S.Rufina, che comprende tra l’altro i comuni di Fiumicino, Ladispoli, Cerveteri, Riano, S.Marinella e zone di Roma come Casalotti, Osteria Nuova, ha scritto ai fedeli della Diocesi suburbicaria, sottolineando che “Restiamo Chiesa in mezzo al popolo”.
 
“La diffusione del coronavirus ha imposto scelte dolorose per tutto il nostro Paese e la Chiesa italiana ha risposto con la responsabilità di una Madre premurosa per il bene di tutti i suoi figli – sottolinea Reali – Le disposizioni che ho dato prevedono che fino alla data del 3 aprile 2020 ogni celebrazione avvenga senza la partecipazione dei fedeli. So bene quanto sia dolorosa questa scelta, ma la presenza del Signore non viene mai meno, lui stesso ce lo ha detto”. 
 
Reali rilancia l’invito della Chiesa italiana che “promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della Luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa”.
 
“Rimanere a casa, come ogni buon cittadino deve fare – spiega ancora Reali – è una esperienza assolutamente nuova e apparentemente vuota, per la gran parte di noi, e soprattutto per i più giovani. Può per noi essere l’occasione di cogliere l’essenziale, come la Quaresima ci richiama. Fratelli e sorelle, penso con affetto a tutti voi, a tutta la nostra bella diocesi estesa dal mare alla campagna romana, alla periferia della grande città, sede di Pietro, a cui siamo uniti con un legame speciale. Per tutti noi preghiamo i patroni Ippolito, Rufina e Seconda, e chiediamo l’intercessione di Nostra Signora di Ceri, Madre della Misericordia”, conclude il Vescovo.
 
 
 
 
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