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Porto-canale, la banchina nord nel degrado: un biglietto da visita che Fiumicino non può permettersi

Rifiuti, reti, fusti e attrezzature abbandonate nel cuore del centro storico. La gestione è dell’Autorità di Sistema Portuale, ma il Comune può e deve sollecitare un intervento per restituire decoro e sicurezza a uno dei luoghi più caratteristici della città

 

di Fiumicino Online

 

La banchina nord del porto-canale rappresenta uno degli scorci più caratteristici del centro storico di Fiumicino. È parte integrante del Borgo Valadier, racconta il rapporto della città con il mare e con la pesca e ogni giorno viene percorsa da residenti, famiglie e visitatori. Proprio per questo vederla nuovamente in condizioni di abbandono è un’immagine che lascia sconcertati.

 

 

 

Nel tratto compreso tra il ponte “2 Giugno” e la passerella, l’incuria rischia infatti di vanificare gli sforzi compiuti negli anni per rendere più accogliente e ospitale il centro storico. Lungo la banchina si incontrano contenitori per le nasse, cumuli di reti, cordame, recipienti di plastica, materiali e attrezzature legate all’attività della pesca lasciati in modo disordinato. A questi si aggiungono rifiuti e altri elementi che mal si conciliano con un’area frequentata anche da chi sceglie di passeggiare lungo il porto-canale.

 

 

 

La banchina è certamente il naturale luogo di lavoro della marineria di Fiumicino, una realtà che costituisce un pezzo fondamentale dell’identità e dell’economia cittadina. Proprio per questo sarebbe necessario trovare un equilibrio tra le esigenze operative dei pescatori e il rispetto del decoro, della sicurezza e della fruibilità di uno spazio collocato in pieno centro.

 

 

La situazione non appare migliore proseguendo verso il tratto dove ormeggia la flotta peschereccia. Qui si segnalano fusti, grossi copertoni, reti sulle quali nel tempo è cresciuta perfino l’erba, lattine, bottiglie, barattoli di vernice, funi di canapa e cavi d’acciaio sparsi sulla banchina. Un quadro che finisce inevitabilmente per danneggiare anche l’immagine della stessa marineria locale, che meriterebbe invece di essere valorizzata come uno degli elementi più autentici e rappresentativi di Fiumicino.

 

 

Le banchine del porto-canale sono gestite dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, la cui area di competenza comprende le sponde del canale navigabile dal ponte “2 Giugno” fino alla foce. È quindi all’ente portuale che compete intervenire sulle aree affidate alla propria gestione e affrontare una situazione di degrado che non può diventare permanente.

 

 

Questo, tuttavia, non significa che il Comune debba limitarsi a prendere atto del problema. Pur trattandosi di un’area demaniale e portuale, l’amministrazione comunale ha tutto l’interesse a monitorare le condizioni di sicurezza, decoro e vivibilità del territorio e, quando necessario, a sollecitare con decisione l’Autorità di Sistema Portuale affinché provveda alla sistemazione e alla pulizia delle banchine.

 

 

Il porto-canale non è un’area periferica o nascosta. È uno dei luoghi simbolo di Fiumicino, attraversa il suo centro storico e rappresenta ogni giorno un biglietto da visita della città. Per questo non è accettabile che uno spazio così importante venga lasciato in condizioni di incuria.

 

 

Servirebbe un intervento coordinato, ma soprattutto continuativo, capace di distinguere ciò che è realmente necessario alle attività della pesca da quanto invece costituisce abbandono, pericolo o degrado. L’obiettivo non deve essere quello di mettere in discussione il lavoro della marineria, ma esattamente il contrario: tutelarlo e valorizzarlo all’interno di un porto-canale ordinato, sicuro e degno del cuore storico della città.

 

 

L’Autorità portuale faccia quindi la propria parte. E il Comune, qualora gli interventi tardassero ad arrivare, mantenga alta l’attenzione e faccia sentire con forza la voce della città. Perché il decoro della banchina nord non è una questione secondaria: riguarda l’immagine di Fiumicino e uno dei luoghi ai quali i cittadini sono maggiormente legati.

 

 

 

 

 

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