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Michieletto: “Una via di Fiumicino intitolata a Giuseppe Garibaldi”

Lo storico locale ricostruisce il legame dell’Eroe dei Due Mondi con la città e rilancia la proposta di un riconoscimento pubblico

 

di Fernanda De Nitto

 

 

“Il legame di Giuseppe Garibaldi con Fiumicino è inopinabile e documentato dalla stessa storia della città, già a partire dai primi anni del 1800. Il giovanissimo patriota, infatti, approdò, insieme al padre, a Fiumicino il 12 Aprile 1825 a bordo della tartana, piccolo veliero con albero a vela latina, denominata ‘Santa Reparata’. La sua imbarcazione era carica di vino da consegnare a Roma” lo afferma l’appassionato di storia locale Carlo Michieletto.

 

“Storicamente Fiumicino – aggiunge – ha ricordato il primo passaggio dell’Eroe dei due mondi con la realizzazione di una effige marmorea, affissa il 12 luglio 1912, presso il palazzo comunale di Piazza Giovan Battista Grassi. Nella targa, recentemente restaurata, si narra del suo pellegrinaggio d’amore verso Roma, con un frasario tipico dell’epoca che ricorda l’evento”.

 

“Ma il legame di una delle figure di spicco del Risorgimento italiano con Fiumicino è stato durevole nel tempo – sottolinea Michieletto – tanto che a seguito della sua elezione a deputato nell’allora circoscrizione di Roma si dedicò al progetto relativo alla costruzione di un porto commerciale nella città costiera. E’ del 1875 l’elaborato del porto previsto sul lato nord della foce del Tevere, il quale prospettava la costruzione di due grandi moli con ingresso a nord ed adeguati spazi per i servizi portuali. Lo stesso Garibaldi venne più volte a Fiumicino per verificare la fattibilità del progetto”.

 

Nel contempo fu egli stesso l’artefice del collegamento ferroviario Ponte Galeria-Fiumicino, inaugurato il 9 Giugno 1878, progettato dall’ing. Gaetano Semenza a seguito dell’istituzione della ‘Società anonima di Fiumicino per la Ferrovia, Terreni e Bagni di mare’. Fu inoltre costruito un braccio ferroviario che partendo dalla stazione di Fiumicino arrivava in località Coccia di Morto dove i bagnanti erano accolti nello stabilimento balneare ‘Capanno di Coccia di Morto’, che fu abbandonato circa una ventina di anni dopo la sua costruzione”.

 

“Ad oggi quasi tutti i comuni d’Italia hanno titolato una via, un viale, un corso, o un largo al famoso eroe, tranne Fiumicino, che, dalla documentabile presenza, è, invece, ricca delle sue preziose testimonianze urbanistiche e storiche. In realtà nel passato Fiumicino aveva dedicato a Garibaldi una parte dell’attuale Via Torre Clementina, da palazzo Noccioli sino alla Torre Clementina, situata nei pressi della passerella pedonale. Però dopo la seconda guerra mondiale, in seguito alla distruzione della torre per mano delle truppe tedesche in fuga, il Comune di Roma decise che non era più possibile avere due vie con lo stesso nominativo e optò per Fiumicino di proseguire con Via Torre Clementina”.

 

“Sarebbe quindi molto importante ridare il giusto lustro al nostro grande patriota, militare e politico simbolo d’Italia, titolando una via o una piazza nei dintorni del costruendo porto peschereccio all’Eroe dei due mondiconclude Carlo Michieletto

 

  

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