
Dalla lotta al degrado ai progetti per la legalità e lo sport, fino al nuovo centro estivo parrocchiale: il percorso di crescita dell’Oratorio guidato da don Giuseppe Curtò.
di Dario Nottola
Per l’Oratorio di Fregene la grande novità è rappresentata dalla posa del nuovo campo in erba sintetica. Non semplicemente un nuovo terreno di gioco, ma il simbolo concreto di un percorso iniziato circa quattro anni fa, quando l’Oratorio di Fregene ha intrapreso una profonda opera di rinascita. “Un luogo che per troppo tempo era rimasto chiuso, segnato da episodi di degrado e spaccio, ha ritrovato progressivamente la propria identità, tornando a essere uno spazio educativo, sportivo e aggregativo”, spiega Tommaso Campennì.
Guidato dal parroco don Giuseppe Curtò e sostenuto dall’impegno di numerosi volontari ed educatori, l’oratorio ha iniziato un cammino fatto di lavoro quotidiano, spesso silenzioso e lontano dai riflettori, con un obiettivo chiaro: restituire ai giovani un luogo sicuro in cui crescere, incontrarsi, praticare sport e costruire relazioni fondate su valori autentici; è tornato a essere un punto di riferimento per il territorio, promuovendo attività educative, culturali e sportive capaci di coinvolgere centinaia di ragazzi.
Da questa visione è nato anche il progetto “Legalmente Marciando”, che proprio dall’Oratorio di Fregene ha mosso i suoi primi passi grazie alla collaborazione con le scuole del territorio. Un’iniziativa che negli anni è cresciuta, coinvolgendo studenti, famiglie, istituzioni e associazioni in un importante percorso dedicato alla promozione della legalità e della cittadinanza attiva.
Tra i simboli più significativi di questo cammino vi sono le Panchine della Legalità, collocate in diversi luoghi della località grazie al contributo di imprenditori e attività del territorio. Particolarmente significativo è stato anche l’arrivo della Talea di Falcone, piantumata all’interno dell’Oratorio di Fregene insieme ai Carabinieri Forestali. Quel piccolo albero, nato dal ficus che cresce davanti alla casa del giudice Giovanni Falcone, rappresenta oggi uno dei simboli più forti della rinascita dell’oratorio e del suo impegno nella diffusione della cultura della legalità tra le nuove generazioni.
Nel corso degli anni l’oratorio è diventato anche un luogo di incontro e testimonianza. Figure come don Antonio Coluccia, Sebino Nela e Manuel Bortuzzo hanno scelto di condividere la propria esperienza con i ragazzi, offrendo esempi concreti di impegno, resilienza, correttezza e speranza. Parallelamente è cresciuto il progetto sportivo.
L’affiliazione al CSI ha rappresentato una tappa importante nello sviluppo delle attività dell’oratorio. “La squadra dell’oratorio è diventata molto più di un gruppo sportivo. Per tanti ragazzi ha rappresentato una scuola di vita, un luogo dove imparare il rispetto, la disciplina, il sacrificio, il senso di appartenenza e il valore del lavoro – sottolinea Campennì – Il raggiungimento della finale e la successiva vittoria del campionato hanno rappresentato il coronamento di questo percorso. Eppure il sogno più grande doveva ancora arrivare. La realizzazione del nuovo campo in erba sintetica rappresentava un obiettivo ambizioso, quasi impensabile fino a poco tempo fa.”
“Il ringraziamento più sentito va alla ditta Schiavi Srl, che ha scelto di donare integralmente questo importante intervento. Un sentito ringraziamento va anche allo IOR – Istituto per le Opere di Religione, il cui contributo ha reso possibile il miglioramento del campo. Un ringraziamento particolare va inoltre al Singita Miracle Beach, che ha donato le nuove porte da calcetto, e all’Ondanomala Suite Club, che ha contribuito con i nuovi tabelloni da basket e con materiale dedicato alla sicurezza della struttura. Un grazie sincero va infine al sindaco Mario Baccini e al vicesindaco Giovanna Onorati, che hanno dimostrato attenzione, sensibilità e disponibilità istituzionale verso un progetto che rappresenta oggi una delle più importanti realtà educative e aggregative del territorio”.
Dal 9 giugno partirà per la prima volta il Centro Estivo Parrocchiale, un servizio pensato per offrire ai bambini due settimane di gioco, amicizia e divertimento, sostenendo al tempo stesso le famiglie nel periodo successivo alla chiusura delle scuole. Un’iniziativa che testimonia la volontà dell’Oratorio di essere sempre più vicino alle famiglie, accompagnandole concretamente nella crescita dei più piccoli e nella vita della comunità.
“Per gli adolescenti e i giovani, il prossimo traguardo è rendere la struttura un punto di riferimento stabile anche nelle ore serali, mettendo a disposizione uno spazio sicuro, accogliente e controllato, capace di promuovere relazioni sane, aggregazione e partecipazione alla vita della comunità”, conclude Tommaso Campennì.









