
Il ritratto marmoreo dell’imperatore nell’ambito del progetto S.T.Ar.T.
Il Museo delle Navi romane a Fiumicino ha, almeno fino a fine settembre, un nuovo illustre “ospite”: la testa di marmo-ritratto dell’imperatore Traiano. L’occasione per l’esposizione è cominciata con la presentazione del Progetto “S.T.Ar.T. – Soluzioni Tecnologiche per l’ARcheologia e il Territorio”. In occasione dell’illustrazione dei risultati del progetto, è stato subito possibile ammirare il nuovo “ospite” che arricchisce la collezione del Museo, fino al 30 settembre, si apprende: il ritratto dell’imperatore Traiano, tornato quindi nei luoghi nei quali fu promotore della costruzione dell’imponente Porto esagonale tuttora esistente a Fiumicino.
Un richiamo alla storia del territorio, di cui il Museo è parte integrante ed attiva. Un’iniziativa che riguarda la valorizzazione delle opere nei depositi del Parco Archeologico, in particolare quelle collocate in “Antiquarium”, di cui, da poco, la Responsabile scientifica, Cristina Genovese, ha avviato i lavori di riallestimento. Nel frattempo che siano completati, rappresenta una buona occasione anche per il Museo delle Navi ospitare l’immagine dell’imperatore più “identitario” del territorio.
Il progetto S.T.Ar.T., sviluppato dal Parco archeologico di Ostia antica, curato e presentato da Claudia Tempesta, ha coinvolto le aree archeologiche di Ostia antica, della Necropoli di Porto all’Isola Sacra e l’edificio della “Capitaneria del Porto di Claudio” presso il Museo delle Navi e ha avuto come obiettivo principale l’individuazione di forme e modelli per una migliore conservazione, gestione e fruizione dei beni archeologici, che sono stati testati su contesti circoscritti, distribuiti su diversi siti e tra loro molto diversi per stato di conservazione, tipologia e funzione.
“I dati prodotti ed elaborati principalmente a scopo conoscitivo e conservativo hanno inoltre costituito la base per lo sviluppo di ricostruzioni in realtà virtuale, che sono state veicolate anche all’esterno del Parco archeologico grazie alla collaborazione con i partner e stakeholders pubblici e privati – spiega in un approfondimento Tiziana Sorgoni, Responsabile del Servizio Restauro e responsabile scientifico del Museo delle Navi – E’ stato perciò possibile “visitare” alcuni luoghi, come la Caupona del Pavone a Ostia antica, edificio ostiense solitamente chiuso al pubblico, grazie alla ricostruzione virtuale che ha permesso di apprezzare gli apparati pittorici che ne decoravano le pareti. La stessa cosa è avvenuta per la Capitaneria del Porto di Claudio, chiusa al pubblico, ma navigabile virtualmente grazie alla ricostruzione virtuale che si può seguire mediante QR code applicato sul pannello antistante il monumento. Nell’arco della giornata è stata presentata la collezione delle navi romane grazie a una breve visita condotta da Tiziana Sorgoni, è stato possibile entrare per la prima volta all’interno dell’ambiente affrescato della Capitaneria e infine è stato possibile visitare l’area archeologica della Necropoli di Porto, già inserita nel progetto per la ricostruzione virtuale della Tomba n. 57, i cui affreschi sono staccati e conservati nei depositi ostiensi. La visita è stata a cura della responsabile scientifica dell’area Cristina Genovese”.
“Questa vivace circostanza ha offerto l’opportunità per allestire e rendere fruibile al pubblico il ritratto dell’imperatore Traiano, normalmente conservato all’interno dei depositi ostiensi, un’iniziativa volta a promuovere la conoscenza delle opere provenienti dai Depositi. Questa testa in marmo, di dimensioni maggiori del vero, proviene dal Caseggiato del Serapide a Ostia antica: in particolare fu rinvenuta in una calcara, cioè un forno da calce realizzato appositamente per ridurre i marmi antichi in calce da utilizzare per nuove costruzioni, miracolosamente scampata alla distruzione”, conclude.






