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Domani la riapertura dell’area archeologica dei Porti imperiali di Fiumicino

Rispetto cautele anti-Covid: temperatura rilevata all’ingresso, obbligo di mascherina e distanziamento


di Dario Nottola
 
Per “Portus” debutta un nuovo percorso che guiderà i visitatori alla scoperta delle strutture portuali immerse nel verde, tra migliaia di alberi.
 
Da domani riapre l’area archeologica dei Porti imperiali di Fiumicino che custodisce magazzini, portici e colonnati monumentali, insieme a tutte le strutture portuali indispensabili per alimentare, all’epoca, i consumi di Roma, capitale di un vastissimo impero mediterraneo.
 
Con tutte le cautele anti-Covid, temperatura rilevata all’ingresso, obbligo di mascherina indossata e distanziamento dagli altri individui, il Parco archeologico di Ostia Antica riapre così l’area archeologica di Portus che da domani 18 giugno accoglierà i visitatori e osserverà le seguenti modalità di fruizione: ingresso gratuito dalle 9 alle 18, con chiusura alle 19, tutti i giovedì e i venerdì più il primo e il terzo sabato e la prima e la terza domenica del mese.
 
L’ingresso è sulla via Portuense 2360 (antistante il n. civico 2329), sotto il viadotto di Via dell’Aeroporto di Fiumicino.

Il sistema di Ostia e Portus va immaginato tutto insieme: è un sistema di commerci, di idee, di religioni, di aspetti sociali che confluiscono nel mondo romano e ne costituiscono il valore fondante.
 
“Portus era ed è una finestra sull’impero, quello straordinario sistema che aveva per baricentro il Mediterraneo”, sottolinea l’archeologa Mariarosaria Barbera, direttore del Parco archeologico.
 
La responsabile dell’area di Portus, l’archeologa Marina Lo Blundo, illustra il nuovo percorso di visita: “Appena entrati si notano file di colonne bugnate; è il portico di Claudio che offre un ingresso sontuoso all’area degli imponenti magazzini, prima quelli traianei poi quelli aggiunti in fase severiana. Poco oltre ecco le indicazioni per la Basilica Paleo-cristiana della città di Portus. Prima di tornare all’ingresso si giunge al recente scavo del cosiddetto molo della Lanterna”.
 
Prosegue Lo Blundo: “Portus accoglie volentieri le famiglie che desiderano uscire e camminare all’aria aperta, grazie ai suoi 33 ettari di prati e radure circondate da alberi. Ma attenzione: passeggiare nel verde e imbattersi in strutture monumentali appartenenti ai porti imperiali può generare suggestione e voglia di conoscerne le vicende storiche. Si tratta di effetti collaterali ben noti e che possono essere affrontati leggendo i pannelli informativi disseminati oppure collegandosi alla pagina dei porti di Claudio e Traiano sul sito istituzionale del Parco archeologico (Clicca qui)“.
 
Da domani cancelli aperti anche per le guide turistiche che potranno portare gruppi fino a 25 persone se utilizzando dispositivi audio (sistema integrato microfono-auricolari) oppure fino a 10 persone, se prive di tali dispositivi.
 
La vicenda di Portus si avviò per impulso dell’imperatore Claudio nel 42 d.C. ed in pochi decenni estese la propria logistica su 65 ettari, attraversati da canali artificiali che abbreviavano il percorso delle merci verso il porto interno, a Testaccio. Ma fu Traiano nel 112, con l’aiuto determinante dell’architetto siriano Apollodoro, a perfezionare lo scalo di Roma inventando un porto esagonale, approdo perfetto per almeno 200 grandi navi alla volta.
 

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