
Questa mattina, in aeroporto, un momento di sensibilizzazione e di solidarietà
È stata una mattinata all’insegna della solidarietà e della sensibilizzazione, quella di oggi, 12 marzo, organizzata dai tassisti di Fiumicino. Schierati dalle loro postazioni, indossando tutti la stessa mascherina, gli operatori hanno voluto portare l’attenzione sull’Autismo, più correttamente definito come Disturbo dello spettro autistico (ASD).
Portavoce dell’evento, con l’adesione ed il sostegno di tutti i suoi colleghi, il tassista Giuseppe Mele, papà di un bimbo di soli 4 anni e mezzo, al quale hanno già diagnosticato l’ASD. Durante l’incontro, Giuseppe ha raccontato la sua storia, da genitore alle prese non tanto verso le criticità dell’autismo e dei momenti difficili che lui e la sua famiglia devono affrontare, quanto il dover “combattere” con i pregiudizi e l’ignoranza sul disturbo.
“Scoprire che il proprio figlio ha l’Autismo non è facile, le difficoltà ed i momenti di sconforto sono tanti per tutta la mia famiglia”, ha spiegato papà Giuseppe. “Per sostenere al meglio mio figlio, mi sono documentato in ogni modo cercando di capire bene di cosa si trattasse. L’autismo ha tante sfumature, ma di certo non è ‘contagioso’: oggi vorrei, in primis, che passasse questo importante messaggio. C’è ancora tanta ignoranza in materia: spesso i bimbi affetti dall’ASD vengono emarginati sia dai loro pari ‘normodotati’ e sia dai loro genitori, alla stregua di una malattia trasmissibile.”
“A causa di ciò – ha proseguito il papà – ci sono stati momenti in cui quasi provavo ingiustamente vergogna. Ma poi mi sono detto ‘perché devo vergognarmi?‘. Bisogna promuovere maggiori campagne di sensibilizzazione affinché le persone possano conoscere meglio questa condizione e, soprattutto, possano approcciarsi nel modo corretto verso i bimbi affetti da tale disturbo e verso le loro famiglie che, spesso, si sentono abbandonate a sé stesse”.
“RINGRAZIO DI CUORE TUTTI I MIEI COLLEGHI CHE OGGI MI HANNO AFFIANCATO E SUPPORTANO NELL’INIZIATIVA, non solo con la loro presenza, ma anche con una raccolta fondi i cui proventi verranno destinati all’ associazione ‘Autismo in movimento’ che seguo e che mi ha dato la forza di intraprendere questo percorso”, ha concluso Giuseppe Mele.
“Abbiamo deciso di supportare questa iniziativa per sensibilizzare l’opinione pubblica e veicolare il messaggio corretto su un disturbo, l’Autismo, sul quale, come denunciano molti genitori, vi è ancora un’informazione errata o carente”, ha dichiarato Emiliano Nori, Delegato sindacale di Uri Taxi. “Si tratta di un disturbo che causa anche l’isolamento, non solo per chi ne è affetto, ma anche per le famiglie intere. Le nostre parole d’ordine, oggi, sono socializzazione e inclusività: i bambini colpiti dall’ASD devo sentirsi parte della nostra società”.
ASD: COME IN UN GUSCIO CREATO DA SÉ STESSI
L’autismo copre un ampio spettro di sintomi, con diverse sfumature, che influiscono nell’autonomia quotidiana e di vita. Generalmente, alcuni tra i sintomi che si manifestano sono:
– difficoltà nella comunicazione e interazione social
– difficoltà di comprensione del pensiero altrui
– difficoltà ad esprimersi con parole o attraverso la gestualità o con l’utilizzo dei movimenti facciali
– iper sensibilizzazione nei confronti di rumori e suoni
– movimenti del corpo ripetitivi e stereotipati, come dondolio, auto stimolazione o battito di mani
– risposte insolite alle persone
– attaccamenti agli oggetti
– resistenza al cambiamento nella loro routine
– comportamento aggressivo o autolesionista
A volte, i bambini affetti dal disturbo, possono sembrare non notare persone, oggetti o attività nell’ambiente circostante: come se vivessero in un guscio creato da sé stessi.







