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Endometriosi, Califano attacca la maggioranza: “No incomprensibile a diagnosi precoce e prevenzione”

Bocciati in Consiglio regionale gli ordini del giorno presentati dalla consigliera del Pd Lazio per l’istituzione di una App dedicata e della Settimana regionale dell’Endometriosi

 

 

Nuovo scontro in Consiglio regionale sul tema dell’endometriosi. A sollevare la questione è la consigliera regionale del Pd Lazio, Michela Califano, che critica duramente la decisione della maggioranza di bocciare gli ordini del giorno presentati per favorire la diagnosi precoce e rafforzare le attività di sensibilizzazione su una patologia che interessa migliaia di donne.

 

“Questa chiusura della maggioranza su patologie che colpiscono decine di migliaia di donne nel Lazio, in questo caso l’endometriosi, è del tutto incomprensibile”, dichiara Califano.

 

Tra le proposte respinte dall’Aula, quella relativa alla realizzazione di un’applicazione dedicata, sviluppata in collaborazione con gli enti sanitari regionali, in grado di consentire il monitoraggio in tempo reale dei sintomi, favorire la consapevolezza della malattia, supportare una diagnosi precoce e migliorare l’accesso ai servizi sanitari del Servizio sanitario regionale.

 

“Oggi in Consiglio regionale chiedevo una cosa molto semplice: un impegno del presidente Rocca, in qualità di assessore alla Sanità, e della Giunta per lo sviluppo di un’App, così come già avviene in diverse Regioni d’Italia”, spiega la consigliera dem.

 

Califano aveva inoltre proposto l’istituzione della Settimana regionale dell’Endometriosi, con campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte alle scuole, agli operatori sanitari, alle giovani donne e alle famiglie, oltre a un maggiore coordinamento tra Asl, consultori, centri specialistici e reti cliniche per promuovere un approccio multidisciplinare alla patologia.

 

“La risposta della maggioranza è stata, come sempre, negativa. Verrebbe voglia di gettare la spugna, ma è proprio quello che vogliono. Io non mollo. Lo devo a tutte le donne che ho conosciuto in questi anni, che ammiro e per le quali continuerò a combattere”, conclude Michela Califano.

 

 

 

 

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