
La richiesta di ripristinare al più presto il servizio nel centro cittadino: “Disagi per cittadini, professionisti e imprese”
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un professionista del territorio, indirizzata all’Amministratore Delegato di Poste Italiane, con la quale viene sollecitata una soluzione urgente alla chiusura dell’ufficio postale “Fiumicino 1” di via Riccio di Mare, avvenuta lo scorso 8 settembre.
Nella lettera vengono evidenziate le difficoltà che cittadini, professionisti e attività economiche starebbero affrontando a seguito della riorganizzazione dei servizi, con particolare riferimento all’affollamento dell’ufficio di via del Faro e alla necessità, in alcuni casi, di rivolgersi a sedi situate fuori dal territorio comunale.
Il professionista chiede ai vertici di Poste Italiane di valutare la riapertura della sede storica o, in alternativa, di individuare nuovi locali nel centro di Fiumicino. Auspica inoltre un intervento dell’Amministrazione comunale e sollecita un riscontro scritto entro quindici giorni.
Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera, datata 26 ottobre 2026.
Sollecito urgente per la riapertura di un ufficio postale nel centro di Fiumicino a seguito della chiusura della sede “Fiumicino 1” e dei conseguenti disagi per l’utenza
Egregio Amministratore Delegato,
con la presente desidero sottoporre alla Sua attenzione la grave situazione di disagio determinatasi a Fiumicino a seguito della chiusura, avvenuta in data 8 Settembre 2026, dell’ufficio postale “Fiumicino 1”, situato in Via Riccio di Mare n. 5, sede storica presente nel paese da oltre quarant’anni.
Parte dei servizi è stata trasferita presso il secondo ufficio postale cittadino, denominato “Fiumicino 2”, sito in Via del Faro n. 90, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione degli sportelli e sui tempi di attesa, in una sede già normalmente frequentata da una consistente parte della popolazione.
Per comprendere appieno le conseguenze di tale decisione, ritengo opportuno ricordare che il centro abitato di Fiumicino è diviso dalla Fossa Traiana, canale artificiale collegato al sistema portuale romano, e che gli spostamenti tra le due zone sono condizionati dall’attraversamento del Ponte Due Giugno.
La chiusura della sede storica, pertanto, non rappresenta un semplice trasferimento di servizi, ma comporta difficoltà concrete per numerosi cittadini, professionisti e imprese, costretti a rivolgersi a un ufficio già sovraccarico o, per determinate prestazioni, a spostarsi fuori dal territorio comunale.
In data 1° Ottobre 2026, a distanza di ventidue giorni dalla chiusura, mi sono recato presso l’ufficio di via del Faro per risolvere alcune problematiche professionali relative a un conto corrente aziendale. Considerato il notevole affollamento, ho chiesto indicazioni sugli sportelli dedicati agli ex utenti di “Fiumicino 1” e mi è stato riferito che soltanto due erano riservati a tali operazioni, mentre tutti gli altri continuavano a gestire l’ordinaria attività di “Fiumicino 2”.
Una volta giunto allo sportello, ho chiesto di parlare con la direttrice, la quale mi ha comunicato l’impossibilità di trattare la pratica presso quella sede, in quanto priva di una postazione idonea.
Desidero sottolineare la disponibilità da lei dimostrata: ha infatti contattato un collega responsabile dei conti correnti aziendali, fissandomi un appuntamento per il giorno successivo, 2 Ottobre, presso l’ufficio postale di “Commercity”, in via Portuense, nella zona di Ponte Galeria, nel Comune di Roma, a oltre dodici chilometri dal centro di Fiumicino.
Nonostante lo spostamento, è stato possibile risolvere soltanto una parte delle problematiche relative al conto, mentre per le restanti questioni è stato necessario fare nuovamente riferimento alla sede di Fiumicino 1.
La scorsa settimana mi sono recato ancora presso l’ufficio di via del Faro, dove mi è stato comunicato che la direttrice era impegnata e che, per affrontare le problematiche relative ai miei due conti correnti aziendali, sarebbe stato necessario fissare un appuntamento.
Si tratta di una situazione ben diversa da quella che si verificava presso la sede di via Riccio di Mare, dove la disponibilità di spazi, sportelli e di un’apposita postazione consentiva alla direttrice di seguire con continuità e attenzione le esigenze della clientela, anche in presenza di pratiche complesse.
Quanto accaduto evidenzia concretamente l’inadeguatezza dell’attuale modello organizzativo nel garantire la continuità, l’efficienza e la piena fruibilità dei servizi precedentemente assicurati, determinando significative criticità operative e gravi disagi a carico dell’utenza.
Alla luce di quanto esposto, mi rivolgo direttamente a Lei affinché, nell’ambito delle Sue competenze e attraverso la struttura aziendale responsabile della funzione “Logistica e Immobili”, possa essere individuata una soluzione in tempi brevi.
Da quanto si apprende, la chiusura sarebbe riconducibile al mancato rinnovo del contratto di locazione dei locali di via Riccio di Mare. Non disponendo di elementi diretti per verificare le ragioni che hanno condotto a tale decisione, mi limito a evidenziarne le conseguenze e il crescente malcontento della cittadinanza.
Circolano inoltre indiscrezioni secondo cui sarebbero stati avviati contatti con imprenditori del settore immobiliare per individuare locali alternativi, di metratura maggiore rispetto alla precedente sede, ma a fronte della richiesta di un canone di locazione inferiore a quello precedentemente corrisposto.
Qualora tali informazioni trovassero conferma, ritengo opportuno valutare attentamente la congruità di simili condizioni rispetto alla disponibilità effettiva di immobili idonei e alle esigenze del servizio.
La ricerca di una soluzione economicamente sostenibile è certamente legittima, ma non può tradursi in un prolungato disservizio per i cittadini né in condizioni tali da ostacolare l’individuazione di una sede adeguata. La vicenda sta suscitando perplessità e ironia tra i residenti, con inevitabili ripercussioni sull’immagine di Poste Italiane.
Dispiace inoltre constatare come, almeno fino a questo momento, non sia emersa un’iniziativa sufficientemente incisiva da parte dell’Amministrazione comunale per sollecitare una rapida risoluzione della questione. Ritengo che la rilevanza del problema giustifichi un confronto diretto tra i vertici di Poste Italiane e il Sindaco di Fiumicino, affinché si possa individuare una soluzione condivisa nell’interesse della collettività.
Con la presente, pertanto, La invito a intervenire con la massima urgenza, coinvolgendo il dirigente responsabile della funzione “Logistica e Immobili”, affinché sia valutata prioritariamente la possibilità di riaprire l’ufficio postale “Fiumicino 1” nella precedente sede di via Riccio di Mare n. 5, attraverso un accordo con la proprietà per il rinnovo del contratto di locazione, qualora ne sussistano le condizioni.
In alternativa, chiedo che venga individuato un nuovo immobile nel centro di Fiumicino, adeguato sotto il profilo logistico e dimensionale, facilmente accessibile alla cittadinanza e sostenibile economicamente, evitando che condizioni locative eccessivamente restrittive impediscano di raggiungere un accordo concreto. Nelle more della soluzione definitiva, sarebbe inoltre opportuno adottare misure organizzative immediate presso l’ufficio di via del Faro, incrementando, ove possibile, le risorse dedicate e garantendo un’assistenza adeguata, soprattutto per le pratiche aziendali che richiedono competenze specifiche.
Confido che Lei voglia valutare personalmente la questione e promuovere un intervento risolutivo, considerando che la chiusura di una sede attiva da oltre quarant’anni non può essere trattata come una semplice riorganizzazione interna quando determina maggiori spostamenti, sovraccarico degli sportelli e difficoltà nell’accesso a servizi essenziali.
Mi auguro pertanto che Poste Italiane individui in tempi ristrettissimi una soluzione concreta per ripristinare il servizio postale nel centro di Fiumicino, restituendo alla cittadinanza un presidio storico e indispensabile.
Considerata la rilevanza dei disagi segnalati, chiedo cortesemente di ricevere un riscontro scritto entro quindici giorni dal ricevimento della presente, con indicazione delle iniziative che si intendono adottare e dei relativi tempi di attuazione.
In attesa di un Suo cortese riscontro, porgo distinti saluti.
Fiumicino lì, 26 Ottobre 2026






