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Finito il fermo della pesca, tornano a gettare le reti le flotte pescherecce

Del Prete: “Tre pescherecci sequestrati a monte del ponte 2 Giugno”


Tornano a gettare le reti le flotte laziali dopo il fermo. Giallo per tre pescherecci di Fiumicino fermi in porto, lo riporta il quotidiano “Il Messaggero” in un articolo firmato dal giornalista di Fiumicino, Umberto Serenelli.

È terminato il fermo biologico e le flotte pescherecce dei Compartimenti marittimi di Gaeta, Roma e Civitavecchia torneranno in mare. A gettare le reti a strascico 85 motopesca che sono rimaste ormeggiate nei porti di Gaeta, Formia e Terracina (20 unità), Fiumicino e Anzio (53) e Civitavecchia (12) per 30 giorni. A Fiumicino però è giallo perché 3 pescherecci costretti a restare nel porto-canale in quanto bloccati a monte del ponte “2 giugno”. L’attraversamento mobile è infatti soggetto a manutenzione e le operazioni di sollevamento saranno possibili solo a partire dal prossimo week end, giorni in cui i natanti sono però obbligati a restare in porto. Questo ha scatenato le ire della pesca e della classe politica con in testa i gruppi di centrodestra.
 
PROTESTA DEI LUPI DI MARE “Di fatto i dilettanti dell’amministrazione comunale ci hanno ‘sequestrato’ tre pescherecci a monte del ponte ‘2 giugno’ – commenta Gennaro Del Prete, presidente della cooperativa Pesca Romana – che resteranno bloccati per un’altra settimana come se non fossero sufficienti i danni economici provocati alle aziende di pesca dalle restrizioni per l’emergenza Covid e fermo”. Il riferimento dei pescatori è all’ordinanza sindacale n° 64 dello scorso 6 ottobre con cui il Comune  annunciava la sospensione delle manovre di sollevamento del “2 giugno”, dal 05/10/2020 al 16/10/2020, al fine di eseguire i lavori di manutenzione programmati, a esclusione del sabato 10 ottobre e della domenica 11, in cui prevista l’apertura del ponte per il transito fluviale. Qualche giorno dopo ‘l’impresa esecutrice segnalava che il sollevamento dei contrappesi del ponte si era rivelato più lento del previsto e pertanto riteneva necessario bloccare le operazioni di alzata e di conseguenza quelle previste nei giorni 10 e 11 ottobre’. Di fatto le 3 unità navali adibite alla pesca a strascico, che erano state costrette a ormeggiare a monte dell’attraversamento per effettuare lavori con fiamme libere nella cosiddetta ‘zona sterile’, non avrebbero potuto lasciare l’attracco nel rispetto della nuova ordinanza sindacale, la n° 65 dello scorso 9 ottobre.
 
 

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