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Ferma per aprile la pesca di telline, vongole lupino e cannolicchi locali

La Capitaneria di Porto ha emesso un’ordinanza di stop “tecnico” che riguarda le barche del Compartimento marittimo di Roma

 

di Umberto Serenelli

 

“Fermo tecnico” della pesca ai molluschi bivalvi nel Compartimento marittimo di Roma. È infatti scattato lo stop alla cattura di vongole, telline e cannolicchi sul litorale che va dal comune di Fiumicino a quello di Anzio.

 

Lo ha stabilito la Capitaneria di Porto di Roma-Fiumicino con un’ordinanza che riguarda circa 80 imprese che operano nei 60 chilometri di costa. Le imbarcazioni adibite alla commercializzazione delle vongole lupino locali resteranno in porto per aprile e successivamente a settembre, i cannolicchi non potranno essere prelevati dal fondale marino per i mesi di aprile e maggio, mentre i rastrelli a telline non dovranno essere utilizzati dalle draghe manuali per tutto aprile.

 

 

“L’obiettivo del fermo è quello di rafforzare le misure di tutela in particolare per la vulnerabile tellina, che si riproduce in aprile, a causa soprattutto della diffusione della raccolta a livello amatoriale – precisa Roberto Camerota, presidente del Consorzio gestione e tutela dei molluschi bivalvi – Per tale motivo abbiamo apprezzato che il divieto sia stato esteso a tutte le tipologie di attrezzature professionali e soprattutto sportive”.

 

Il Consorzio lancia quindi un appello invitando le autorità a intensificare i controlli affinché il divieto venga rispettato al fine di scongiurare il rischio che qualche furbetto dribbli il fermo e immetta sul mercato un prodotto non certificato.

 

Il blocco temporaneo della flotta autorizzata alla pesca dei bivalvi ha come principale obiettivo salvaguardare le risorse marine e durante questo mese sui banchi mancheranno circa 300 quintali di vongole lupino locali.

 

“Le turbosoffianti pescano circa 80 quintali di prodotto nei 4 giorni di lavoro settimanali – afferma Roberto Di Biase, socio del Consorzio – mentre le 60 barche attrezzate al prelievo di telline circa 50 quintali, sempre settimanali, contro i 15 dei cannolicchi che sono sempre più difficili da trovare. Per aprile gli armatori dovranno farsi carico di garantire lo stipendio a oltre 200 famiglie degli imbarcati oltre ai costi di manutenzione delle attrezzature e delle stesse imbarcazioni. Questo, però, conferma il livello di responsabilità e il senso civico degli operatori la cui categoria viene spesso ingiustamente accusata di essere irresponsabile”.

 

 

Il mercato romano dovrà quindi approvvigionarsi da quello dell’Adriatico e far ricorso al prodotto estero, vista la notevole richiesta soprattutto per Pasqua. Ciò comporterà un aumento dei listini e soprattutto dei menu nei ristoranti da Passoscuro ad Anzio.

 

 

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