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“Cono o coppetta?” Domande e curiosità sul mondo del gelato con Vincenzo Lenci

Il tema di oggi è dedicato al simpatico dilemma di fronte a cui ogni cliente si trova davanti quando va in gelateria

 

Con l’estate che ormai ingrana la quarta c’è un alimento che più di qualunque altro è sinonimo di caldo e bella stagione: il gelato. Dessert diverso da tutti gli altri, amato da grandi e piccini, oltre a essere buono il gelato ha la capacità di portare un pizzico di allegria in ogni contesto.

 

Diffusissimo e apprezzatissimo in tutto il mondo, il gelato cela, dietro alla sua apparente semplicità, un mondo di tecnica, storia, curiosità e tanti altri aspetti poco noti. Per scoprire di più ci siamo recati da Vincenzo Lenci, maestro gelatiere di Fiumicino e titolare del bar-gelateria Lenci in Darsena, che negli anni è riuscito a mettersi in mostra vincendo i concorsi più prestigiosi dedicati al gelato artigianale italiano. Chi meglio di lui poteva permetterci di addentrarci in questo affascinante (e assai gustoso) mondo?

 

Seduti attorno a un tavolo (e davanti a un buon caffè), quella che doveva essere una chiacchierata informale si è rapidamente trasformata in un susseguirsi di domande, a cui Vincenzo è stato felice di rispondere con entusiasmo.

 

Con questo articolo abbiamo il piacere di inaugurare una nuova rubrica settimanale che raccoglie le domande e le risposte scaturite dalla nostra conversazione con Vincenzo: “Domande e curiosità sul mondo del gelato con Vincenzo Lenci”. Il tema di oggi, come da titolo dell’articolo, è dedicato al simpatico dilemma di fronte a cui ogni cliente si trova davanti quando va in gelateria: cono o coppetta?

 

– Secondo la tua esperienza, il grande pubblico preferisce il cono o la coppetta per magiare il gelato?

Devo ammettere che ad oggi in termini di preferenze non c’è storia: il cono vince a mani basse, parliamo di un rapporto di almeno 4 a 1. Riscontro che per moltissime persone il cono è, di fatto, sinonimo di gelato, mentre ancora non si può dire lo stesso per la coppetta. Tuttavia, la mia impressione è che lentamente la coppetta si stia facendo sempre più strada nelle abitudini degli amanti del gelato”.

 

– E se parliamo di bambini invece?

“I bambini amano il cono ancora di più. Direi che nel loro caso la percentuale è vicina al 100%! È come un gioco per loro, fatto di sensazioni tattili, fisicità. Metà del gusto è sporcarsi tutta la faccia di gelato. Chi non è molto contento di questa predilezione sono sicuramente i genitori, visto che con la coppetta (almeno in teoria!) c’è meno pericolo che i figli si sporchino”.

 

– Perché le persone preferiscono il cono secondo te?

“Credo che i motivi siano diversi e che la ragione non si possa ridurre a un solo fattore. Penso che uno dei più importanti sia che sul cono il gelato è più visibile, in bella vista, come se fosse su un trono: sul cono diventa bello da guardare, invitante, succulento. Nella coppetta di carta invece è più nascosto. Inoltre, c’è una cosa che con la coppetta non si può fare e con il cono sì: mettere la doppia panna!

 

– Quanto influisce la scelta del contenitore sull’esperienza complessiva?

“Credo che sia una questione molto personale e che non ci siano necessariamente un giusto e uno sbagliato. Personalmente preferisco sempre la coppetta, perché consente di decidere se mischiare i gusti o se invece gustarli individualmente. La coppetta inoltre non sgocciola ed è quindi possibile mangiare con più calma, senza il rischio di sporcarsi le mani”.

– Secondo te ci sono gusti più adatti ad essere serviti sul cono e altri per cui è più indicata la coppetta?

“Il caso in cui credo il cono diventa pari alla coppetta è quando si sceglie di prendere un singolo gusto. Ci sono gusti di gelato più semplici in termini di numero di elementi che li compongono. Si pensi a un cioccolato, uno zabaione o un fior di latte: tutti e tre hanno un sapore omogeneo e ben definito. Ci sono altri gusti in cui invece convivono più sapori e consistenze, come i variegati. Secondo me è sempre una buona idea godersi questi gusti più ‘complessi’ senza ulteriori abbinamenti ed è proprio in questo caso che il cono diventa ideale, perché, essendoci solo un gusto, leccandolo si mantiene il sapore originale senza mescolanze”.

 

– Dal punto di vista della sostenibilità qual è la scelta migliore?

“Sembrerebbe scontato dire che il cono è la scelta più sostenibile come impatto sull’ambiente e in linea di massima è vero, ma ad un’analisi più approfondita la situazione cambia leggermente. Dico per esperienza che la maggior parte delle persone il cono preferisce buttarlo nella spazzatura una volta finito il gelato invece di mangiarlo. Questo, unito al fatto che la raccolta differenziata dell’organico è la più difficile da predisporre in un locale aperto al pubblico, si traduce in una quota aggiuntiva di rifiuto indifferenziato, perché è lì che vanno a finire i coni non consumati. Sempre più modelli di coppette in carta invece sono realizzati in modo da poter essere riciclati. Il problema è che non tutti i comuni sono attrezzati per riciclare carta sporca di cibo, come sono inevitabilmente le coppette di gelato usate”.

 

– Cosa ne pensi dei cosiddetti coni arrotolati, quelli più grandi fatti di cialda più spessa?

“Non sono molto favorevole al loro uso e infatti non li adopero nel mio locale. Il motivo è che, essendo più spessi e grandi di un cono normale diventano, secondo me, troppo protagonisti. Essendo una quantità di prodotto maggiore rispetto a un cono normale, un arrotolato dovrebbe anche avere un buon sapore, ma è anche vero che, a mio giudizio, quando si gusta un gelato è il gelato che deve emergere e non la cialda che lo contiene. Un compromesso che preferirei è quello della cialda autoprodotta, perché il suo sapore sarebbe pensato dal gelatiere per complementare bene il proprio gelato. Un’idea interessate per il futuro!

 

– Cosa consigli agli amanti del gelato intolleranti al glutine?

“Chiedere sempre in gelateria se e come vengono gestite le contaminazioni tra gusti e ingredienti. Non basta infatti che un singolo gusto sia senza glutine quando è conservato assieme ad altri che potrebbero contenerlo. In merito alla scelta del contenitore, naturalmente la coppetta è la soluzione ideale e per fortuna sempre disponibile. Esistono però ormai anche coni senza glutine che permettono di essere consumati dai celiaci senza alcun problema. È da tempo ormai che offriamo questa alternativa ai nostri clienti e stiamo seriamente pensando di passare interamente a coni gluten-free a partire dalle prossime forniture”.

Appuntamento alla settimana prossima in cui l’argomento sarà pane per i denti di tutti gli amanti del cioccolato. La domanda a cui cercheremo di rispondere sarà infatti: “fondente o al latte?”

 

Hai domande o aspetti del mondo del gelato che ti piacerebbe approfondire? Scrivi le tue domande nei commenti di questo articolo e potrebbero essere incluse nei prossimi numeri della rubrica!

 

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