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Porto crocieristico, Antonelli: “Lo sviluppo di Fiumicino non si costruisce sulle forzature”

La consigliera comunale interviene dopo la sentenza del TAR del Lazio: “Non erano no ideologici, ma difesa delle regole, dell’ambiente e del territorio”

 

 

La sentenza del TAR del Lazio sul progetto del porto crocieristico privato riapre il dibattito sul futuro economico e urbanistico di Fiumicino. A intervenire è Erica Antonelli, consigliera comunale ed ex assessore alle Attività produttive, che in una nota indirizzata al presidente Coriddi ribadisce la necessità di coniugare sviluppo, lavoro e rispetto delle regole.

 

 

Antonelli parte da un riconoscimento condiviso: la crescita economica e l’occupazione rappresentano elementi fondamentali per la comunità di Fiumicino. Tuttavia, secondo la consigliera, sarebbe un errore liquidare ogni critica ai grandi progetti come un “no ideologico” o come espressione della cosiddetta “cultura del rifiuto”.

 

 

Il riferimento è alla recente pronuncia del TAR del Lazio che, di fatto, ha fermato il progetto del porto crocieristico privato azzerandone la Valutazione di Impatto Ambientale. Una decisione che, per Antonelli, dimostra come le perplessità sollevate nel tempo non fossero frutto di ostruzionismo politico, ma riguardassero aspetti concreti legati alle norme, alle competenze istituzionali e alla tutela del territorio.

 

 

“Quando le regole e le valutazioni ambientali vengono forzate — sottolinea Antonelli — non si crea sviluppo: si genera un’incertezza giuridica che danneggia gli investitori stessi e l’intera collettività”. Secondo la consigliera, la magistratura amministrativa avrebbe confermato la fondatezza delle criticità evidenziate da cittadini, rappresentanti istituzionali e soggetti portatori di interessi collettivi.

 

 

Nel suo intervento, Antonelli chiarisce di non essere contraria allo sviluppo turistico della città. Al contrario, individua nel turismo di alta gamma, nella valorizzazione del patrimonio archeologico dei Porti di Claudio e Traiano e nel rilancio della vocazione marittima di Fiumicino obiettivi centrali per il futuro del territorio.

 

 

La differenza, secondo la consigliera, sta nel metodo. “Questo indotto non si ottiene subendo passivamente mega-strutture impattanti e non proporzionate al tessuto di Isola Sacra”, afferma Antonelli, richiamando invece la necessità di governare i processi, investire sulle infrastrutture pubbliche carenti, tutelare la salute dei cittadini e sostenere concretamente albergatori, ristoratori e commercianti attraverso una programmazione seria e operativa.

 

 

Per Antonelli, i veri alleati delle imprese e dei giovani non sono coloro che accettano “cambiali in bianco” su progetti ritenuti insostenibili, ma chi pretende fin dall’inizio regole chiare, trasparenza e sostenibilità reale. Solo un percorso amministrativo corretto, con tempi definiti e certezze per cittadini e investitori, può creare un clima di fiducia stabile per chi vuole fare impresa a Fiumicino.

 

 

La consigliera richiama anche il tema degli investimenti sul territorio, sostenendo che i maggiori interventi in città siano stati realizzati o avviati durante la precedente amministrazione, mentre negli ultimi anni il numero delle autorizzazioni rilasciate avrebbe registrato un rallentamento.

 

 

La sentenza del TAR, conclude Antonelli, deve ora rappresentare un punto di ripartenza. L’auspicio è che forze politiche, mondo produttivo e istituzioni colgano l’occasione non per alimentare nuove divisioni, ma per aprire un tavolo di confronto concreto sulle grandi questioni ancora aperte della città.

 

 

“Fiumicino ha bisogno di sviluppo — è il messaggio della consigliera — ma di uno sviluppo governato, trasparente e sostenibile, capace di rispettare il territorio e dare certezze a chi lo vive e a chi vuole investirci”.

 

 

 

 

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