
Petrillo, Meloni e Miccoli contestano la scelta di non votare la loro proposta e di presentarne una nuova senza riferimenti espliciti al fascismo: “Grave scorrettezza istituzionale”
È scontro in Consiglio comunale sull’intitolazione di uno spazio pubblico a Giacomo Matteotti. I consiglieri di opposizione Angelo Petrillo, primo firmatario della mozione, Paola Meloni e Giuseppe Miccoli accusano la maggioranza di aver prima giudicato “divisiva” la loro proposta e di aver successivamente presentato un nuovo testo sullo stesso argomento, eliminando però ogni riferimento esplicito al fascismo e all’antifascismo.
La mozione dell’opposizione chiedeva di dedicare uno spazio pubblico alla memoria del deputato socialista, assassinato nel 1924 dopo aver denunciato in Parlamento le violenze e i brogli compiuti dal regime fascista.
“In Consiglio comunale abbiamo presentato una mozione per intitolare uno spazio pubblico a Giacomo Matteotti, ricordandone la storia fino in fondo: quella di un parlamentare assassinato dai fascisti dopo aver denunciato in Aula le violenze e i brogli del regime”, dichiarano Petrillo, Meloni e Miccoli.
Secondo quanto riferito dai tre consiglieri, la maggioranza avrebbe ritenuto il documento “divisivo”, scegliendo quindi di non sottoporlo al voto. Una decisione che aveva suscitato lo stupore dei proponenti.
La polemica si è ulteriormente accesa dopo la presentazione, da parte della stessa maggioranza, di una nuova mozione dedicata a Matteotti. Per l’opposizione, la scelta rappresenterebbe un tentativo di recuperare il tema dopo le reazioni provocate dalla mancata approvazione della prima proposta.
“Forse rendendosi conto della brutta figura che quella scelta stava producendo anche al di fuori dei confini cittadini, la maggioranza ha deciso di presentare una propria mozione sullo stesso tema – affermano i consiglieri – Bocciare una proposta dell’opposizione per ripresentarla il giorno dopo con la firma della maggioranza rappresenta una grave scorrettezza istituzionale”.
Petrillo, Meloni e Miccoli concentrano le loro critiche soprattutto sul contenuto del nuovo documento. Nel testo della maggioranza, sostengono, non comparirebbero mai le parole “fascismo” e “antifascismo”, né riferimenti diretti al regime che rese possibile l’assassinio del parlamentare socialista.
“Si parla genericamente di libertà, democrazia e memoria, ma si elimina il contesto storico che dà senso al sacrificio di Matteotti – osservano – Abbiamo finalmente capito cosa, secondo la maggioranza, rendeva divisiva la nostra mozione: il fatto che raccontasse la verità, e cioè che Matteotti fu ucciso dai fascisti per aver difeso il Parlamento e la democrazia”.
Per i consiglieri di opposizione, ricordare la figura di Matteotti senza indicare le responsabilità storiche del suo assassinio rischierebbe di trasformare la commemorazione in un gesto puramente formale.
“La storia non può essere riscritta né edulcorata per evitare di pronunciare parole che appartengono alla memoria della Repubblica – proseguono – Ricordare Matteotti significa ricordare anche chi lo assassinò e perché lo fece. Altrimenti la memoria diventa un esercizio vuoto, privo di qualsiasi valore educativo”.
L’attacco politico viene infine rivolto direttamente al Primo Cittadino. “L’antifascismo non è una bandiera di parte, ma uno dei principi sui quali si fonda la nostra Repubblica – concludono Petrillo, Meloni e Miccoli – Se Baccini considera ancora oggi divisivo chiamare il fascismo con il suo nome, allora il problema non è il testo della nostra mozione, ma il rapporto che una parte della destra continua ad avere con la propria storia e con gli estremismi”.






