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Consiglio comunale, l’opposizione attacca Severini: “Il problema non è una parola, ma la gestione della presidenza”

I consiglieri di minoranza replicano al presidente del Consiglio comunale dopo le polemiche sull’espressione ‘coatto’: “Dovrebbe rispondere alle contestazioni sul modo in cui svolge il suo ruolo. La presidenza deve essere garanzia per tutta l’aula”

 

 

Si alzano nuovamente i toni dello scontro politico in Consiglio comunale. Al centro della polemica c’è il presidente dell’assise, Severini, finito nel mirino dei consiglieri comunali di opposizione dopo le reazioni seguite all’utilizzo nei suoi confronti del termine “coatto”.

 

 

Per la minoranza, tuttavia, la questione non sarebbe legata alla singola espressione utilizzata, ma al modo in cui Severini starebbe esercitando il proprio ruolo istituzionale.

 

 

“Severini si offende e fa la vittima per essere stato definito ‘coatto’ dall’opposizione – affermano i consiglieri – ma invece di concentrarsi su una parola dovrebbe rispondere alle contestazioni che gli vengono mosse sulle modalità con cui sta svolgendo il ruolo di presidente del Consiglio comunale”.

 

 

L’opposizione richiama in particolare la funzione di garanzia attribuita alla presidenza dell’aula. “Un presidente dovrebbe essere garante delle regole, non della maggioranza”, sostengono i consiglieri, che tornano quindi a contestare alcune scelte compiute nella gestione dei lavori consiliari.

 

 

Tra le questioni sollevate ci sono i pareri tecnici richiesti sugli atti presentati dall’opposizione, che secondo la minoranza non verrebbero applicati “con gli stessi criteri” agli atti della maggioranza. I consiglieri citano inoltre la convocazione di Consigli comunali straordinari che, a loro giudizio, non avrebbe rispettato i tempi previsti, oltre a “dubbi e contestazioni sulla gestione del numero legale” e a interventi del presidente ritenuti non compatibili con il ruolo super partes che dovrebbe caratterizzare la presidenza.

 

 

L’opposizione punta poi il dito su quella che considera una diversa sensibilità rispetto ad altri episodi avvenuti nel corso del confronto politico cittadino.

 

 

“Non abbiamo visto analoghe rimostranze – affermano i consiglieri – quando il sindaco, in aula, ha pronunciato espressioni ben più pesanti, quando secondo noi si è mancato di rispetto alle consigliere di opposizione o quando un ragazzo, figlio di una consigliera di minoranza, si è ritrovato definito maleducato nei commenti social dello stesso presidente”.

 

 

Da qui la conclusione politica dell’opposizione: “Il problema non è la parola ‘coatto’. Il problema è l’uso che Severini sta facendo della sua poltrona”.

 

 

I consiglieri di minoranza ribadiscono quindi la propria posizione sul ruolo istituzionale del presidente del Consiglio comunale. “La presidenza del Consiglio è un ruolo di garanzia, non una posizione di parte. Quando riteniamo che le regole vengano applicate in maniera diversa – concludono – l’opposizione ha il dovere di denunciarlo. L’applicazione delle regole nelle istituzioni non può essere discrezionale”.

 

 

 

 

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