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Apertura Anno Accademico 2026-2027, Baccini alla Scuola Teologico-Pastorale: “L’intelligenza artificiale resti al servizio dell’uomo”

Il Sindaco di Fiumicino richiama il valore della formazione e della coscienza di fronte alle trasformazioni tecnologiche: “Il progresso va governato mantenendo al centro la dignità, la libertà e la responsabilità della persona”

 

 

Il Sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, ha partecipato all’apertura dell’Anno Accademico 2026-2027 della Scuola Teologico-Pastorale Sant’Ippolito della Diocesi di Porto-Santa Rufina, alla presenza del Vescovo, Mons. Gianrico Ruzza.

 

 

Nel suo saluto, il Sindaco ha richiamato il valore della formazione come strumento essenziale per comprendere e affrontare consapevolmente le profonde trasformazioni che stanno interessando la società, soffermandosi in particolare sulle opportunità e sugli interrogativi posti dall’intelligenza artificiale.

 

 

“Viviamo una fase nella quale la tecnologia sta modificando il modo di lavorare, comunicare, apprendere e prendere decisioni. Per questo abbiamo bisogno non soltanto di maggiore informazione sull’intelligenza artificiale, ma soprattutto di formazione, perché conoscere questi strumenti significa anche imparare a governarli con responsabilità”.

 

 

Baccini ha quindi sottolineato la necessità di mantenere fermo un principio fondamentale: la centralità della persona “L’intelligenza artificiale può aiutarci a decidere e può indicarci come fare molte cose, ma non potrà sostituire la nostra coscienza. La tecnologia elabora dati; è l’uomo che deve continuare a interrogarsi su ciò che è giusto, sulla responsabilità delle proprie scelte e sulle conseguenze che esse hanno sugli altri. L’algoritmo può suggerire una strada, ma la coscienza deve decidere se percorrerla”.

 

 

Il Prino cittadino ha inoltre evidenziato come la Dottrina sociale della Chiesa possa offrire strumenti importanti per interpretare anche le trasformazioni tecnologiche contemporanee, attraverso principi quali la dignità della persona, la solidarietà, la sussidiarietà e il bene comune.

 

 

“La vera sfida non è scegliere tra uomo e tecnologia, ma costruire un progresso nel quale la tecnologia rimanga al servizio dell’uomo. Formazione, conoscenza e coscienza sono le condizioni perché l’intelligenza artificiale diventi uno strumento di crescita e non qualcosa a cui delegare la nostra responsabilità”.

 

 

A concludere l’incontro è stato il Vescovo di Porto-Santa Rufina, Mons. Gianrico Ruzza, che, rivolgendosi ai numerosi presenti, ha richiamato alcuni riferimenti fondamentali per affrontare le trasformazioni del nostro tempo senza smarrire la centralità della persona.

 

 

Un invito rivolto in particolare ai credenti a non lasciarsi sedurre dalle scorciatoie offerte dalla tecnologia, conservando la capacità di discernere, interrogarsi e assumersi la responsabilità delle proprie scelte, avendo come riferimento il Vangelo e i principi della Dottrina sociale della Chiesa. Una riflessione che si inserisce anche nel dibattito promosso dal Magistero della Chiesa sul rapporto tra innovazione tecnologica, dignità umana e responsabilità, temi divenuti sempre più centrali con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

 

 

“È proprio questo il punto sul quale istituzioni civili e comunità ecclesiale possono incontrarsi – ha concluso il Sindaco – il progresso non va temuto, va governato. L’intelligenza artificiale può ampliare enormemente le nostre possibilità, ma non può diventare una scorciatoia della coscienza. Al centro devono rimanere l’uomo, la sua dignità, la sua libertà e la sua responsabilità. Il futuro potrà essere sempre più artificiale nelle tecnologie, ma dovrà rimanere profondamente umano nelle scelte“.

 

 

 

 

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