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Aeroporto crisi occupazionale: “il Consiglio Comunale approva e poi?”

Comitato Piccolo Fiume:”si prendono decisioni senza la volontà di portarle avanti”


Abbiamo ricevuto e pubblichiamo questa lettera inviata a Fiumicino Online, dal Comitato Piccolo Fiume.
 
“I problemi che il comparto del Trasporto Aereo e tutto l’indotto stanno vivendo sono ormai noti a tutti.  Sono stati più volte denunciati e chiariti da Comitati, Associazioni, esponenti politici locali.
Hanno tutti indistintamente sottolineato la crisi che si stava delineando e a più comunicati è stato evidenziato di non sottovalutare le varie operazioni aziendali, anzi, di intervenire con urgenza per andare a rivedere l’insieme del sistema aeroportuale di Fiumicino. Un sistema che si dimostra sempre più sbagliato ed al di fuori di ogni controllo, visto che alcune negatività sono prerogativa del solo scalo di Fiumicino. Alla lista dei comunicati precedenti va aggiunto il problema scoppiato nelle Società di Pulizie, le quali dichiarano che a fronte delle gare a ribasso, devono necessariamente tagliare il personale o le buste paga. Parliamo di altrettante famiglie che si troveranno a non sapere più che fare per sopravvivere.
Non vogliamo più ripetere le solite cose, vogliamo solo porre una domanda, alla quale deve corrispondere una risposta immediata, per continuare a credere che la politica può cambiare i suoi schemi e tempi.
Quindi, il 19 aprile 2012 è stato votato ad unanimità del Consiglio Comunale l’Ordine del Giorno che impegnava il Sindaco di Fiumicino a fissare un incontro con Aeroporti di Roma ed a seguire abbiamo letto la lettera dell’On. Mario Baccini al Presidente della Commissione Trasporti della Camera per richiedere un incontro sulle questioni aeroportuali.
Visto che non si può più aspettare, vogliamo sapere: Le decisioni prese dal Consiglio Comunale non contano niente?
Si prendono decisioni ma poi non c’è la volontà di portarle avanti?
C’è qualcuno che lascia passare il tempo facendo orecchie da mercante?
Qualcuno non ha forse capito la gravità del problema?
A queste domande a cui chiediamo risposte, noi vogliamo fare alcune considerazioni, ossia, se qualcuno non ha ancora ben capito, è meglio che si risvegli dal coma e si dimetta dal suo incarico per manifesta incapacità, la stessa cosa vale se non si ha la volontà di portare avanti le decisioni prese.
Nel caso delle orecchie da mercante, be questo si può fare a casa propria o con la propria mercanzia, non di certo con quella della collegialità dettata dalla democrazia.
In ultimo se si vuol far contare le decisioni prese ad unanimità, basta solo togliere i colori di mezzo e mettere un po’ più gli attributi per le giuste cause e strillare più forte alle orecchie che non ci sentono. Il 2013 è alle porte e qualcosa dalle prime tornate elettorali dovreste aver capito.
Noi d’altra parte possiamo solo sperare che non ci sia individuo che si accomodi prossime poltrone a prezzi umani così alti”.

Comitato Piccolo Fiume
 
 
 

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