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Un equipaggio di un veliero alla deriva è storia antica ma ...
Dal cilindro dei ricordi ecco un altro ottimo esempio di fantascienza televisiva che ha accompagnato la generazione adolescenziale di fine anni ’70. Ancora una volta si tratta di una produzione britannica che vede al timone la coppia di fortunati (e bravi) produttori Gerry e Sylvia Anderson, con l’ingresso nella seconda stagione di Fred Freiberger (proveniente da Star Trek). Due stagioni per un totale di complessivi 49 episodi.
La vicenda parte da un incidente al deposito di scorie nucleari che si è scelto di stoccare proprio sulla Luna che da il via ad una serie di tremende esplosioni. La conseguenza è che l’orbita lunare si destabilizza, strappando il satellite dall’attrazione terrestre e lanciandolo nello spazio profondo. Comincia così l’odissea di Base Alfa e della sua colonia umana (composta da 311 persone) che si ritrova a vagare nell’ignoto con l’imperativo di sopravvivere e la speranza d’incontrare, prima o poi, una nuova casa. Il viaggio, com’è ovvio che sia, non è privo di pericoli e di sorprese. Questo gruppo di futuristici argonauti dovrà vedersela con misteriosi fenomeni cosmici, razze, creature e manufatti alieni, i quali, spesso, oltre a dimostrare la loro ostilità, metteranno a serio rischio la sopravvivenza stessa dell’intera colonia. Sotto la guida del Comandante Koenig (Walter Landau) e della dottoressa Russell (Barbara Bain), e di altri personaggi comprimari, una su tutte l’aliena mutaforma Maya (l’attrice Catherine Schell) che fa la sua apparizione nella seconda stagione, vengono estrapolati, di episodio in episodio, tutti i contrastanti sentimenti che fanno dell’umanità una specie unica nel suo genere. Non mancano i combattimenti nello spazio dove le Aquile, le singolari navette della Base, più e più volte si alzano in volo per dirigere contro l’ignoto pericolo di turno. Tantomeno manca la tollerenza, in primis su esempio dello stesso comandante, che viene dimostrata verso tutto ciò che è diverso da noi.
Francesco Martino
La vicenda parte da un incidente al deposito di scorie nucleari che si è scelto di stoccare proprio sulla Luna che da il via ad una serie di tremende esplosioni. La conseguenza è che l’orbita lunare si destabilizza, strappando il satellite dall’attrazione terrestre e lanciandolo nello spazio profondo. Comincia così l’odissea di Base Alfa e della sua colonia umana (composta da 311 persone) che si ritrova a vagare nell’ignoto con l’imperativo di sopravvivere e la speranza d’incontrare, prima o poi, una nuova casa. Il viaggio, com’è ovvio che sia, non è privo di pericoli e di sorprese. Questo gruppo di futuristici argonauti dovrà vedersela con misteriosi fenomeni cosmici, razze, creature e manufatti alieni, i quali, spesso, oltre a dimostrare la loro ostilità, metteranno a serio rischio la sopravvivenza stessa dell’intera colonia. Sotto la guida del Comandante Koenig (Walter Landau) e della dottoressa Russell (Barbara Bain), e di altri personaggi comprimari, una su tutte l’aliena mutaforma Maya (l’attrice Catherine Schell) che fa la sua apparizione nella seconda stagione, vengono estrapolati, di episodio in episodio, tutti i contrastanti sentimenti che fanno dell’umanità una specie unica nel suo genere. Non mancano i combattimenti nello spazio dove le Aquile, le singolari navette della Base, più e più volte si alzano in volo per dirigere contro l’ignoto pericolo di turno. Tantomeno manca la tollerenza, in primis su esempio dello stesso comandante, che viene dimostrata verso tutto ciò che è diverso da noi.
Francesco Martino
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